Aversa

Pip, la società aggiudicataria verso la rinuncia

Domenico CiaramellaAVERSA. La società che si è aggiudicata la realizzazione e la gestione della cittadella per gli insediamenti produttivi, opera per diversi milioni di euro, rinunzierebbe all’assegnazione, dopo oltre un anno dall’aggiudicazione dei lavori.

“Si tratta – ha dichiarato il sindaco azzurro di Aversa Mimmo Ciaramella, al quale è stata chiesta conferma della situazione – di voci che si rincorrono e che anche l’amministrazione ha riscontrato. Già in precedenza c’erano stati diversi problemi. Ora mi pare di capire, e sottolineo il ‘pare’, che non ci sia più la volontà di andare avanti”.

Il primo cittadino, dopo aver sottolineato che “come sindaco ha tutto l’interesse a capire se si trova davanti ad una decisione definitiva ed ufficiale. Noi, chiarisco, non vogliamo conoscere i motivi del rifiuto, ma la reale volontà”, ha dichiarato di aver convocato per la prossima settimana i responsabili della ditta aggiudicataria per ottenere chiarezza sull’argomento.

Mentre si attende, quindi, l’ufficializzazione della rinunzia, si cerca di intuirne i motivi e non è difficile ipotizzare che tra questi si possa elencare anche un presunto interessamento della criminalità organizzata nell’operazione che sembrerebbe essere piuttosto appetibile. Si tratta, infatti, di realizzare, attraverso soggetti privati con i poteri pubblici (possibilità riconosciuta dal Tar Campania proprio a seguito di un ricorso presentato da diverse associazioni di categoria) una vera e propria cittadella artigiana-commerciale-industriale con ottanta lotti sui quali dovranno sorgere non solo opifici, ma anche abitazioni di servizio, centri di ricerca universitari e servizi comunali e provinciali.

L’area interessata quella ubicata al confine tra Aversa e Teverola, che comprende anche quella attualmente utilizzata per lo svolgimento della fiera settimanale. Circa settantamila metri quadrati, per i quali, dove era necessario, si era già giunti all’esproprio. Una volta divenuta ufficiale la volontà di rinunziare all’operazione, al di là delle responsabilità per i ritardi, il comune potrà indire una nuova gara che consenta di superare l’impasse venutasi a creare.

Un’impasse che non fa che rimpolpare ritardi che si susseguono ormai dal 1994, quando, su impulso del responsabile locale della Cna Carlo Arpaia, l’allora amministrazione comunale, guidata da Lello Ferrara, diede il via all’iter con la scelta dell’area sulla quale dovevano sorgere i capannoni. “A questo punto – è proprio Arpaia a parlare – temiamo seriamente che siano revocati i finanziamenti regionali di sette miliardi delle vecchie lire. L’assessore Cozzolino sarebbe intenzionato ad inviare una diffida al comune di Aversa che sta solo infilando ritardi su ritardi e pagando dal 2003 ratei annuali di mutuo per ottantaduemila euro. Certo è che quel bando presentava dei lati oscuri. Due su tutti: chi si aggiudicava i lavori aveva addirittura la potestà di assegnare i lotti, nonostante fosse un soggetto privato; la difficoltà tecnica da parte del vincitore di assorbire questo finanziamento regionale. A noi operatori del settore preme fare presto e non perdere il finanziamento dopo un attesa che dura oramai da 15 anni”.

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