Trentola Ducenta

Sparatoria a Trentola, errore dei sicari: altri due i probabili obiettivi

Giuseppe SetolaTRENTOLA DUCENTA. Hanno sbagliato obiettivo i componenti del gruppo di fuoco, quasi certamente collegati al superlatitante Giuseppe Setola, presunto ideatore della strage di Castelvolturno, …

… che nella tarda serata di venerdì ha esploso poco meno di centocinquanta proiettili all’indirizzo di due abitazioni di via Alfieri e via Caravaggio, ferendo anche un incolpevole donna intenta alle faccende domestiche nella propria cucina, Giuseppina Molitierno, di 46 anni, raggiunta ai glutei e ad una gamba e tutt’ora ricoverata presso l’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Aversa, senza alcun pericolo per la propria vita.

Sia gli agenti del commissariato aversano che i carabinieri, infatti, escludono qualsiasi legame della vittima e dei suoi congiunti con clan camorristici locali. Nel mirino del commando, che potrebbe aver agito utilizzando due autovetture con quattro o cinque persone impegnate nel raid, ci doveva essere o Salvatore Orabona, 36 anni, figlio di Antonio, un noto boss del clan camorristico dei casalesi, implicato nel maxi processo Spartacus II e nel “racket del latte” imposto ai supermercati della provincia di Caserta insieme a nomi di spicco quali quelli di Francesco “Sandokan” Schiavone e Francesco Bidognetti, alias “Cicciotto ‘e mezzanotte”; o Pietro Falcone, figlio di un altro nome eccellente della malavita trentolese, “Ettoruccio” Falcone, ucciso negli anni novanta a Parete in un agguato, e a sua volta uscito, dopo aver scontato una condanna a sette anni, dal carcere da pochi mesi, per concorso nell’omicidio di Domenico Tonziello, un tabaccaio, sempre di Trentola Ducenta, ammazzato in piazza Savignano ad Aversa, nel corso di una rapina messa in atto con l’intento di sottrargli il carico che l’uomo aveva appena acquistato presso i magazzini dei monopoli di stato di Aversa.

In particolare, Falcone, secondo gli investigatori, appena uscito dal carcere, potrebbe aver pensato di dare vita ad un proprio clan di riferimento e questo potrebbe aver attivato il gruppo Setola che avrebbe ideato l’agguato di venerdì sera come avvertimento plateale. E, in effetti, dapprima sono stati esplosi una trentina di colpi in via Alfieri, dove è stata ferita la donna. Subito dopo, il raid nella vicina via Caravaggio dove i poliziotti hanno riportato ben ottantacinque bossoli, anche se i colpi esplosi ammonterebbero ad un centinaio solo nel corso di questo secondo episodio. Ad operare almeno quattro o cinque persone, a bordo di due autovetture.

Ieri mattina, il sindaco di Trentola Ducenta Nicola Pagano ha contattato la prefettura di Caserta per chiedere una maggiore attenzione per il territorio cittadino “anche se – ha aggiunto Pagano – la presenza delle forze dell’ordine è capillare e costante. Ma, nonostante ciò, episodi criminosi si ripetono senza sosta. Trentola Ducenta sembra essere divenuta il momentaneo epicentro della lotta di camorra attualmente in atto”.

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