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Tarì in crisi, Polverino (An): “Disastro Bassolino”

Tarì

MARCIANISE. “Con il Tari in crisi, a pagare sono sempre gli stessi: gli imprenditori, specialmente i piccoli e gli artigiani. La città dell’oro, la struttura privata, realizzata con i fondi europei e precisamente con 14 milioni di euro, affoga nel disastro targato Bassolino”.

A farsi sentire è sempre Angelo Polverino, il Consigliere regionale di An, che sta portando a galla il disastro commerciale dell’area industriale più importante della Provincia. “Denaro pubblico e privato letteralmente bruciato, precisa l’alleanzino. Il Contratto di programma, stipulato nel ’95, che ha esposto lo Stato per oltre 25 milioni di euro e le 43 imprese orafe del Tarì per 43,8 milioni, culmina nelle denunce degli operatori orafi del territorio casertano. Sono in aperto contrasto con alcuni operatori del Centro orafo per presunte vendite al dettaglio”. Questo è un aspetto della interrogazione dell’on. Polverino, che aggiunge: “centinaia sono i verbali della Finanza per la vendita al dettaglio al Tarì, mentre dal 2002 al 2007 i bilanci della società sono in perdita per oltre sei milioni di euro. Gli affari vanno male, causando la chiusura di numerosi moduli oggi in attesa di essere venduti o locati. La politica, quella di Bassolino, ha finanziato massicciamente il Tarì, con risvolti raccapriccianti”. Angelo Polverino intende fare chiarezza sull’utilizzo di denaro pubblico e non a caso ha investito direttamente il Prefetto di Napoli, a cui è stata indirizzata l’interrogazione. “Cifre alla mano, continua Polverino, non è difficile quantificare l’impiego di denaro, a partire dalla Fondazione Tarì, i cui soci principali sono proprio la Regione e la società il Tarì, con quest’ultima anche ente di formazione. Per la formazione, la Regione ha erogato milioni di euro attraverso gli interventi al settore orafo e dei manufatti preziosi, con corsi selettivi, il cui esito è sconosciuto. Probabilmente coloro che oggi perdono il posto di lavoro sono gli stessi che si sono formati al Tarì”. L’on. Polverino è deciso e sciorina numeri impressionanti per un sodalizio privato, che gode del favore pubblico e per di più in uno stato economico davvero preoccupante. “L’elenco è lungo e comprende anche gli interventi di sviluppo commerciale nei mercati esteri, per oltre 34 milioni di finanziamento. Che dire poi dell’Accordo per la realizzazione dello studio di fattibilità, firmato da Bassolino e da Rete Ferroviaria Italiana, grazie al quale sono stati assegnati 10 milioni per la realizzazione di due nuove fermate nell’area Asi di Marcianise a servizio del Tarì, dell’Interporto e del Polo della Qualità? Anche questo deve essere chiarito. Bassolino ed il Presidente della Fondazione “Il Tarì” dovrebbero inoltre rendere pubblici i bilanci, con l’indicazione degli incarichi conferiti, dei contributi percepiti e dei risultati raggiunti. La sola Fondazione Monte dei Paschi di Siena, per esempio, nel 2008 ha erogato contributi per 70 mila euro per la realizzazione di un corso per la progettazione dei prodotti eco-compatibili. E non è finita. Dello stanziamento degli oltre 500 milioni di euro del Piano per lo Sviluppo Economico Regionale, sicuramente al Polo della Qualità ed al Tarì sono andati una consistente fetta”. Quella del Tarì è un’altra tegola che si abbatte sul governo Bassolino, dopo il crack del Polo della Qualità. L’ultima stoccata di Polverino è per la organizzazione e la gestione delle manifestazioni fieristiche. “Non è pensabile, conclude il Consigliere di An, che si possano aprire gli spazi espositivi agli esterni, con il Polo Fieristico. Queste esposizioni vanno in contrasto con i prodotti degli operatori orafi stanziatisi nel Tarì. E’ causa solo di un notevolissimo incremento della concorrenza, che va a danno degli imprenditori che devono combattere una crisi che parte da lontano. La crisi gestionale è figlia dell’infausta politica della sinistra, che, nel distretto industriale, sta mandando tutto in rovina. Interporto, Tarì, Polo della Qualità sembrano brandelli di un corpo colpito a morte da quella distruttiva filiera istituzionale, che parte da Bassolino e si ferma a De Franciscis”.

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