Italia

Processo Erba, l’arringa difensiva dei legali di Rosa e Olindo

Rosa Bazzi e Olindo RomanoCOMO. Nel processo per la strage di Erba, oggi è stata la volta dell’arringa della difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi, i coniugi ritenuti responsabili del quadruplo omicidio.

Fabio Schembri, legale della coppia di accusati, ha esordito: “Oggi in questa aula si leva per la prima volta e forte la voce della difesa. Siamo stati derisi e dileggiati perché provavamo a difenderli. Malgrado ciò lo facciamo”. Il collegio della difesa ha puntato soprattutto sulla testimonianza dell’unico sopravvissuto Mario Frigerio del 15 dicembre 2006. Proprio Frigerio, che nell’eccidio ha perso anche la moglie, secondo l’avvocato Schembri, sarebbe il loro testimone principale poiché Frigerio, parlando del suo aggressore, lo descrive come “un uomo grosso, dalla pelle olivastra e soprattutto a lui sconosciuto. Vi pare che un vicino di casa possa essere uno sconosciuto?”. “Mario Frigerio arrivò a fare il nome di Olindo Romano – aggiunge la difesa – perché suggestionato da quanto gli dicevano gli inquirenti durante gli interrogatori”.

A discapito di questa affermazione però ci sono delle intercettazioni ambientali in cui lo stesso Frigerio confessa ai figli di essere sicuro al cento per cento che l’aggressore fosse il vicino di casa Olindo Romano ma che fino ad allora non aveva avuto il coraggio di dirlo agli inquirenti. “Il vero colpo di scena in questa vicenda – ha proseguito l’avvocato – non è la ritrattazione davanti al Gup fatta il 10 ottobre 2007, ma la perizia del Ris che ha categoricamente escluso la presenza di tracce riconducibili ai due imputati nei luoghi del delitto e delle vittime in casa Romano. quella perizia non fu presentata dalla pubblica accusa ma fu da noi sollecitata il giorno prima dell’udienza preliminare. Quando Olindo si professò innocente lo fece alla cieca. Non conosceva i contenuti di quella perizia che avrebbero potuto ritorcersi contro di lui”.

L’arringa difensiva si è chiusa con le parole di Schembri: “Olindo Romano ha fatto l’alpino, e questo lo rivendica, è nato ad Albaredo San Marco e ama la sua sposa, Rosa Bazzi sopra ogni cosa, ma soprattuttoè innocente”. Dopodichè l’avvocato Enzo Pacia, riferendosi alla istanza del pm di Como Massimo Astri della condanna all’ergastolo con tre anni di isolamento diurno, ha chiesto “l’assoluzione o, in subordine, una perizia psichiatrica per gli imputati”. “E’ giusto che, qualora la corte non accolga la mia richiesta di assoluzione, si accerti se erano consapevoli. – ha affermato il legale della difesa – Avete tutti gli elementi per sospettare che in queste due persone vi sia almeno un forte disturbo della personalità”.

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