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Il gruppo Città Viva “censura” il bilancio

Ciro FerrucciCAIAZZO. Duro documento del gruppo di minoranza “Città Viva”, presieduto dall’avvocato Ciro Ferrucci, di decisa censura per il rendiconto comunale 2007.

“Il Gruppo Consiliare Città Viva ritiene opportuno premettere alcune osservazioni al fine di motivare la propria intenzione di voto Rendiconto dell’esercizio 2007 ed alla relazione connessa. La gestione di competenza: Il saldo della gestione di competenza mostra un avanzo di 44mila euro, la gestione dei residui presenta invece minori residui accertati per 111 mila euro, un risultato talmente eclatante da portare in negativo il saldo di gestione dei residui ed, in definitiva ridurre l’avanzo di gestione a poco più di 17 mila euro. Siamo stati buoni profeti nel rilevare che è abitudine di questa amministrazione appostare entrate enormi di dubbia esigibilità. Il mancato introito rende incerta e poco attendibile l’intera architettura del bilancio. Il gruppo consiliare Citta Vivà si dichiara concorde con l’organo di revisione che propone l’accantonamento cautelativo dell’avanzo per la incerta esigibilità dei residui attivi. Analisi del conto del bilancio: Tra previsioni iniziali e di rendiconto finale osserviamo un significativo scostamento tra la previsione iniziale dei trasferimenti ed il risultato finale di 10 punti percentuali; il redattore del bilancio dovrebbe aver capito che siamo in Italia, in un momento di difficoltà economica senza precedenti e in una tendenza di finanza pubblica che impone cautela, spese oculate e politiche di bilancio assennate. Invece no, ma il nostro redattore di bilancio vive sulla luna: pensate pensa di poter fare spese in conto capitale per sette milioni e mezzo e si ritrova, a consuntivo, con un importo di 1 milione e 800 mila euro. É una gran brutta figura. Chi lo ha fatto l’ha sparata grossa, ma talmente grossa da ritrovarsi con un scostamento del 75%. É come se in una famiglia qualcuno – intelligente ed abile – pensasse di vendere un appartamento per 100 mila euro e alla fine lo vendesse per 25 mila euro. Come lo giudichereste? Il gruppo Città Viva si dichiara concorde con i revisori che richiamano ” l’aministrazione ad maggiore realismo. Singole post: L’ICI riscossa. Il richiamo del revisore ad un maggiore realismo andrebbe ascoltato ed applicato. Questa amministrazione ogni anno, anche nel 2008, spara accertamenti ICI per 100 mila euro ma ne incassa solo 12mila. Cioè chi paga l’Ici la paga anche per due volte: la prima perché gli tocca, la seconda perché paga la quota di lei che questa amministrazione non sa incassare. Le spese correnti. Qualcuno in questa amministrazione ha fatto e fa il mago: in un anno dal 2006 al 2007 succede qualcosa di eccezionale. Le spese per acquisti di beni di consumo scendono dal 418 mila euro a 101 mila. É un successone, queste sì che sono economie. Si potranno ridurre le tasse. Calma e gesso. La voce successiva che fa riferimento alle prestazioni di servizio esplode da 876 mila euro a 1.360: un incremento di quasi cinquecentomila euro. Come dire che in una famiglia che guadagna ventimila euro in un anno si risparmia cento euro da un lato e se ne sprecano cinquemila da un altro. Il conto economico: Il meglio di sé questa amministrazione lo dà sul conto economico. É il quadro più allarmante e, al tempo, quello più rappresentativo dello sperpero e dell’incapacità di operare per il bene comune. Se nel 2005 si era in presenza di un risultato economico positivo, nel 2006 il segno diventa negativo e in soli due anni si distrugge ricchezza per circa 300 mila euro. Chi paga? I cittadini di questo paese che non solo vi hanno votato ma che adesso devono pure pagare! E se qualcuno dice di non capire andasse a guardare la relazione dei revisori sottolinea come la gestione poco accorta origini da anni lontani: dal 2000 per l’ICIAP dal 2002, per la Tarsu addirittura dagli anni 90 per l’acquedotto. Il gruppo consiliare Città Viva apprezza e sottoscrive integralmente la raccomandazione dell’organo di revisione nel ritenere che l’equilibrio economico sia un obiettivo essenziale ai fini della funzionalità dell’Ente. La tendenza al pareggio economico della gestione ordinaria deve essere pertanto un obiettivo da perseguire. Il conto del patrimonio: Ma le sorprese di questo bilancio consuntivo non finiscono qui. Verrebbe da commentare che in mano a questa amministrazione la situazione è disperata ma non è seria. Vi piacerebbe sapere quali sono e quanto valgono i beni di questo comune? Piacerebbe anche a noi, all’organo di revisione e ai cittadini. Ma non è possibile, non si può. La ragione è semplice non c’è un inventario. E come se una qualsiasi azienda non sapesse quali e quanto valgono sono i beni d: sua proprietà, è come se in una famiglia non si sapesse su cosa si può contare per cenare questa sera. Una organizzazione senza un inventario è come una barca senza il timone, anzi una barca dove il capitale non vuole far sapere dove sta il timone. Questa è una responsabilità contabile gravissima. E poiché noi ci auguriamo che la giunta votata dai caiatini rispetto l’onere e l’onore di governare, da domani, da domani alle otto, prenda immediatamente provvedimenti e, evitando di fare appalti esterni per sprecare altri soldi, disponga per la redazione dell’inventario. Basta qualche migliaio di euro ed un progetto, nel quale coinvolgere i dipendenti e gli LSU, e finalmente anche questo Comune potrà sapere cosa possiede e quanto vale. Oltretutto come non essere d’accordo con la sollecitazione dell’organo di revisione quando “sollecita l’Ente ad adoperarsi per una immediata riscossione riaccertamento dei residui attivi al fine di evitare il rilevamento di un disavanzo di amministrazione che potrebbe compromettere l’equilibrio economico – finanziario dell’ente”? Come non essere d’accordo quando si “suggerisce di introdurre la contabilità economica” al fine di “tenere sotto controllo sia le entrate che le spese”. É necessario che questo consesso sia consapevole che rilevati i problemi, dimostrate le difficoltà, prescritte le raccomandazioni, suggerite le soluzioni e le azioni da intraprendere non ci sono più alibi né sotto il profilo politico, che è questione tra cittadini ed amministrazione, né sotto quello della responsabilità contabile che attiene alla Corte dei Conti. Il gruppo consiliare Città Viva nel dichiarare il proprio apprezzamento per la qualità del documento proposto dall’organo di revisione fa proprie e promuove le osservazioni dei professionisti che ne fanno parte. Sul piano amministrativo invita la maggioranza a ridurre le spese improduttive, verificare gli sprechi, dotarsi di disciplina nel proporre ed effettuare spese allegre.

La nostra proposta politica ed amministrativa è riassumibile in pochi punti, chiari ed evidenti:

• impiantare un contabilità completa ed organica (inventario, contabilità economica, trasparenza ed effettiva pubblicità). Questo comune naviga alla cieca forse perché è comodo che siano pochi ad avere gli occhi per vedere;

• attivare le funzioni di controllo sugli organi amministrativi. Il legislatore ha trasferito funzioni agli amministrativi per renderli indipendenti rispetto agli amministratori. Nell’attuazione di questo intento legislativo senza l’attivazione di funzioni di controllo si è creata, purtroppo, la convinzione che un mero controllo di legalità formale consenta al dirigente amministrativo di firmare tutto quello che il politico chiede o che il dirigente arbitrariamente decida. Attenti alle illusioni!

• Fissare sin da subito un piano di riduzione generalizzata delle spese, quantificandolo in un obiettivo numerico e dandosi un tempo per raggiungerlo. Vanno ridotte le tasse ai cittadini tagliando gli sprechi e portando in positivo il risultato economico di gestione. Questi sarebbero i punti qualificanti della attività amministrativa di una giunta Città Viva Per quanto esposto in precedenza, al fine di rimarcare le specifiche responsabilità contabili e politiche, non concordando, nel metodo e nel merito, con quanto disposto dalla attuale maggioranza, questo Gruppo annuncia il proprio voto negativo al rendiconto di gestione 2007”.

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