Sant’Arpino

Debiti fuori bilancio, CdL: “Si faccia luce sulla vicenda”

Circolo LibertàSANT’ARPINO. “Nell’intento di ribadire e confermare le linee d’azione del Circolo, consistenti nella salvaguardia degli interessi e delle prerogative della cittadinanza, perseguite in piena autonomia ed equidistanza rispetto agli attuali schieramenti in seno al Consiglio Comunale, …

… volendo dipanare, anche, maldicenti interpretazioni circa i motivi che hanno portato alla costituzione del Circolo e che sono circolate in maniera subdola e capziosa, ci corre l’obbligo di riprendere una questione di Fondamentale interesse per il paese e che rischia di svuotarsi nel marasma di accuse e smentite in cui si è impantanato il dibattito politico, e cioè la questione dei debiti fuori bilancio”.

Così esordisce il Circolo della Libertà in una nota intitolata “Buon sangue non mente”relativa alla questione dei debiti fuori bilancio.

“Nel corso del primo Consiglio Comunale il vice-sindaco Rodolfo Spanò, con voce grave e compassata, annunciava alla sala, gremita di pubblico, che, in base ad una prima, rapida e seppur sommaria verifica aveva rinvenuto debiti fuori bilancio per un importo di circa 1.600.000,00, dovuti alla GeoEco e non contabilizzati. Buttata nel bel mezzo della discussione, la questione appariva estremamente grave sia per la cifra in discorso che per i debiti, quest’ultimi da sempre considerati sinonimi contabili di bilanci truccati, tant’è che la legge li vieta espressamente. Lo scompiglio che ne seguì fu grande e tra le proteste della minoranza e le invettive della maggioranza, qualcuno passò la notte insonne, scoprendosi improvvisamente debitore, tra l’altro, della società a cui, in quel particolare momento, si rivolgevano unanimemente imprecazioni, perché la spazzatura non veniva raccolta a motivo, si diceva, dell’insolvenza del Comune. Da parte dell’ex sindaco Savoia e di tutta l’ex Giunta giungevano smentite e dichiarazioni che, invece, la situazione contabile era limpida e trasparente e che quell’addebito non era imputabile al Comune. Nel frattempo, però, il dado era tratto ed il dubbio si insinuava nella mente di tutti: aveva ragione Savoia a rigettare le accuse o Spanò a sollevare responsabilmente la questione? Finora non si è avuto modo di dipanare l’arcano. Da parte della maggioranza non si perde occasione per lanciare accuse ed anatemi alla passata amministrazione, rea di tutti i misfatti ed i disastri che affliggono il paese. Di contro c’è la pronta replica del Partito Democratico che, ribattendo colpo su colpo, rimanda al mittente le accuse. In questa estrema confusione, dove la verità appare una semplice espressione verbale, c’è chi pesca nel torbido e sguazza nella palude dell’ipocrisia e della menzogna, dove serpenti velenosi appestano l’aria con i loro effluvi venefici. Per questo è di vitale importanza intervenire tempestivamente per rasserenare il clima politico, stanare e bandire il mentitore, … ripristinare un rapporto di stima e fiducia tra le istituzioni ed i cittadini, …perché il Paese ha bisogno di crescere e di andare avanti e soltanto sgombrando il passaggio dalle macerie di questo aspro scontro ciò sarà possibile. Chiediamo, quindi, all’ex sindaco Savoia di chiarire la questione; al vicesindaco Spanò di produrre la documentazione a supporto delle sue dichiarazioni; infine, che venga istituita una Commissione ad hoc per appurare i fatti ed accertare la verità”.

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