Italia

Saviano: “Vado via dall’Italia”. Si indaga su rivelazioni pentito

Roberto Saviano Dalle pagine di Repubblica lo scrittore Roberto Saviano annuncia: “Vado via dall’Italia”. Non vuole vivere come prigioniero di se stesso, del suo libro, del suo successo, delle minacce di morte.

“In privato sono diventato una persona non bella

– dice l’autore di Gomorra – diffidente al di là di ogni ragionevolezza”. Il suo è anche un dramma della solitudine: “Nemmeno una casa vogliono affittarmi a Napoli, appena sanno chi sarà il nuovo inquilino. Dicono che ‘sono dispiaciuti assai ma non possono’ e gli amici mi hanno detto ‘ora basta, non ne possiamo più di difendere te e il tuo maledetto libro’”. Tuttavia, è consapevole che il suo libro ha focalizzato l’attenzione sulla camorra in Campania, dapprima ritenuta dall’opinione pubblica nazionale come un mero “fatto locale” mentre si tratta di un’organizzazione criminale che ha ramificazioni in tutto il mondo. E poi le sue parole hanno mobilitato le istituzioni: “La strage dei ghanesi a Castelvolturno ha costretto il governo a un impegno paragonabile soltanto alla risposta a Cosa Nostra dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio, non pensavo che soltanto un libro potesse provocare questo terremoto”.

Intanto, oggi lo scrittore ha avuto un colloquio con il coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli Franco Roberti, non rilasciando dichiarazioni al termine dell’incontro riguardante la rivelazione di un pentito del clan dei Casalesi, Carmine Schiavone (cugino del boss Francesco Schiavone detto “Sandokan”) su un attentato con tritolo e telecomando contro Saviano programmato per il prossimo Natale. La Dda cerca di capire come il pentito, che vive in località protetta sotto falso nome, abbia avuto le informazioni sul piano dei Casalesi. Insomma, se Schiavone, che ha avviato la sua collaborazione agli inizi degli anni Novanta, non può avere per legge nessun contatto con gli ambienti criminali frequentati in passato, come ha avuto tali informazioni sull’attentato contro Saviano? Gli inquirenti, poi, escludono che le dichiarazioni di Schiavone abbiano un collegamento con le informazioni fornite dall’altro pentito Oreste Spagnuolo, componente del “gruppo di fuoco” autore della strage di Castelvolturno, di recente arrestato. Spagnuolo, infatti, ha parlato dell’intenzione del leader del “gruppo di fuoco”, il latitante Giuseppe Setola, di volersi procurare esplosivo e un telecomando per un attentato. L’attenzione dei magistrati e degli investigatori è comunque altissima.

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