Italia

Nobel, premiata proteina fluorescente. Protesta italiana sulla Fisica

Osamu Shimomura, Martin Chalife e Roger TsienSTOCCOLMA (Svezia). Il Nobel per la chimica 2008 è andato ai tre scienziati che hanno scoperto la proteina fluorescente Gfp, acronimo dall’inglese Green Fluorescent Protein.

I premiati, che dovranno dividersi il premio di 10 milioni di corone svedesi (pari a circa un milione di euro), sono: Osamu Shimomura, nato nel 1928, fa parte del Laboratorio di Biologia Marina di Woods Hole; Martin Chalfie, nato nel 1947, lavora nella Columbia University di New York e Roger Tsien, nato nel 1952, che lavora nell’Università della California a San Diego. In realtà la proteina Gfp fu osservata, per la prima volta, nel 1962 nella bellissima medusa ‘Aequorea victoria’. Gli scienziati vincitori medusa Aequorea victoriadel Nobel hanno studiato delle tecniche attraverso le quali tale proteina permette di osservare dei fenomeni altrimenti impercettibili. Legando, infatti, la Gfp ad altre proteine si può osservare la loro posizione, i movimenti e le loro interazioni con l’ambiente in caso di danneggiamento cellulare. Durante gli studi dei tre scienziati sono stati osservati processi di sviluppo delle cellule nervose del cervello o la diffusione delle cellule del cancro.

Non si placano, invece, le polemiche per l’assegnazione mancata del Nobel al fisico italiano Nicola Cabibbo. Il riconoscimento, infatti, è andato ai giapponesi Makoto Kobayashi, Toshihide Maskawa e Yoichiro Nambu. Delusione, quindi, per tutta l’Italia poiché sembra che il fisico Nicola Cabibbo sia stato il primo, fin dal 1963, a studiare il fenomeno per cui i mattoni della materia, i quark, si mescolano dando origine alle particelle elementari. Studio solo successivamente integrato dalla ricerca dei tre giapponesi premiati. Sulla mancata assegnazione, però, il fisico italiano non ha voluto commentare. “Il lavoro di Cabibbo ha rappresentato una svolta storica per l’Europa. Siamo tutti dispiaciuti, me incluso, che il Nobel non gli sia stato riconosciuto”, ha affermato il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il fisico Luciano Maiani.

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