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Consiglio sciolto, deciderà il TAR

MarcianiseMARCIANISE. La sesta sezione del Consiglio di Stato ha rinviato nuovamente l’adunanza camerale che dovrà analizzare le richieste di sospensiva del decreto di scioglimento degli organi elettivi del Comune di Marcianise presentata dagli amministratori di maggioranza (sindaco, assessori e consiglieri comunali).

La precedente udienza del 28 agosto era stata rinviata a ieri in seguito alla richiesta dell’Avvocatura dello Stato che difende il Ministero dell’Interno, la presidenza del Consiglio dei Ministri, la Prefettura di Caserta e la presidenza della Repubblica, di prendere visione della relazione della commissione d’accesso del 7 gennaio 2008 che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale di Marcianise e già acquisita dall’organo giurisdizionale. Gli avvocati che rappresentano gli ex amministratori comunali, Antonio Lamberti e Gennaro Terracciano, hanno convenuto il rinvio dell’udienza soprattutto per l’avvicinarsi della data (8 ottobre) in cui il Tar della Campania dovrà discutere nel merito il ricorso presentato dagli stessi legali contro il decreto di scioglimento degli organi elettivi per presunte infiltrazioni camorristiche, emesso lo scorso 19 marzo dall’ex presidente del Senato, Franco Marini. Questa mattina, intanto, scade il termine per la presentazione delle memorie difensive da parte dei ricorrenti, anche se la relazione della commissione d’accesso, su cui ruotano le motivazioni dello scioglimento, è stata secretata. Un procedimento alquanto anomalo poiché i legali a cui è stato affidato il ricorso non ne possono prendere visione e, quindi, non procedere alla presentazioni di eventuali controdeduzioni. La prima sezione del Tribunale amministrativo della Campania, nella seduta del 4 giugno, respinse le istanze di sospensiva del decreto di scioglimento del consiglio comunale di Marcianise presentate dai legali di due gruppi di amministratori: Lamberti che rappresenta l’ex sindaco Fecondo, gli ex assessori Nicola Scognamiglio, Giuseppe Guerriero, Enzo Foglia e Mimmo D’Anna, ed i consiglieri comunali Alberto Abbate, Telia Frattolillo, Angelo Golino, Giovanni Rossano, Pasquale Tartaglione Tommaso Valentino e Ciro Foglia, quest’ultimo unico rappresentante dell’opposizione; Terracciano, invece, che difende l’ex presidente del consiglio comunale, Salvatore Bizzarro, ed i consiglieri Salvatore Brillantino, Angelo Colella, Gaetano Marchesiello, Franco Mastroianni, Emilio Romanucci e Gaetano Tartaglione. Secondo i consiglieri del tribunale amministrativo, le censure riferite nei ricorsi dovevano essere valutate in sede di merito ed il danno lamentato dai ricorrenti era recessivo rispetto all’interesse pubblico conseguito dagli atti impugnati e può essere considerato semmai ai fini di una sollecita trattazione nel merito della causa. In pratica, i magistrati ritennero di non annullare l’atto di scioglimento per un vizio di procedura, come si chiedeva nei ricorsi, ma di rimandare la decisione dopo aver consultato la relazione della commissione d’accesso.

Il Mattino (FRANCO AGRIPPA)

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