Aversa

Liberata dai rifiuti la lapide dei carabinieri martiri

La lapide dei Carabinieri sistemataAVERSA. Ancora una segnalazione andata a segno. Stiamo parlando della “lapide della vergogna”. Eretta a ricordo di un eccidio commesso dai nazi fascista nel 1943 era diventata una mini discarica.

Grazie a Pasquale C ha riacquistato il suo ruolo. Realizzata per essere memoria perenne della morte di quattordici carabinieri, oggetto della rappresaglia messa in atto dai nazi fascisti dopo la sconfitta subita dalle truppe anglo americane nella battaglia di Caiazzo del 12 e 13 settembre 1943 per “vendicare” il cambio di casacca effettuato dall’Italia nella parte finale della seconda guerra mondiale, la lapide era diventata una mini discarica di rifiuti. Coperta allo sguardo dei passanti da un getta rifiuti, adornata da residui alimentari sversati all’interno dell’aiuola in cui era stata collocata e circondata da sacchi neri depositati tutto intorno al recinto. Un’immagine indecorosa per Pasquale C che dopo essersi rivolto senza successo ai rappresentati istituzionali del settore per denunciare la condizione del monumento ha deciso di segnalare il problema attraverso Pupia. E, miracolo, qualcuno si è ricordato di quella lapide.

la lapide quando era diveltaNon sappiamo se l’intervento di restauro sia avvenuto ad opera del comune di Teverola, territorio in cui ricade la lapide, o di quello di Aversa che annoverò due cittadini tra le (16 e non 14) vittime di quella rappresaglia, ma di certo c’è che c’è stato l’intervento di Pasquale, un aversano doc. Senza la sua segnalazione probabilmente la lapide sarebbe ancora appoggiata alla meglio sulla base, circondata da aiuola piena di rifiuti, coperta alla vista da un getta rifiuti targato Geo Eco.

Cosicché, forse, nessuno avrebbe più notato quel piccolo gesto di riconoscenza effettuato da chi il 25 settembre 1949 ha ritenuto doveroso ricordare in eterno la scia di sangue lasciata nel casertano dai nazi fascisti che battendo in ritirata colpirono ben 14 paesi, Teverola compreso. Trucidando, secondo le cronache del tempo, riportate dai principali quotidiani statunitensi, sedici vittime, due cittadini aversani e quattordici carabinieri della zona. I quattordici ricordati dalla lapide che, grazie a Pasquale, ora è tornata ad essere un monumento ai caduti.

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