San Nicola la Strada - San Marco Evangelista

Differenziata, Marro denuncia i comuni che non raggiungono il tetto previsto

Fiore MarroSAN NICOLA LA STRADA. “Occorre formulare una denuncia per omissioni di atti d’ufficio per il comune di Caserta e Napoli per la mancata raccolta differenziata”.

Ad affermarlo è il segretario nazionale del movimento filoborbonico “Comitati delle Due Sicilie”, il sannicolese Fiore Marro. Secondo quanto sostiene, le denunce vanno presentate al più presto “… visto che all’articolo 11 del Decreto Legge nr. 90 del Maggio 2008, convertito in legge, si aggrava del 25% la Tarsu o Tariffa per i comuni che non raggiungono il 25% della raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2008”. Attualmente, sia Caserta che Napoli non sembrano essere nelle condizioni, in questi quattro mesi dell’anno, di raggiungere la percentuale prevista dalla legge voluta dal Governo Berlusconi. E Berlusconi dovrà far rispettare la legge, sia che si tratti della quarta città italiana sia che si tratti di Caserta. “Su questa base (le denunce, ndr.)” – ha sottolineato Marro – “possiamo richiedere un intervento giudiziario, ma dobbiamo muoverci subito con degli avvocati esperti. La discarica Lo Uttaro, aperta con protocollo firmato tra Commissario di Governo Bertolaso, Presidente Provincia e Sindaco di Caserta, è attualmente sottoposta a sequestro penale a seguito di intervento della Magistratura. Come è noto la Commissione Bicamerale per l’Ambiente aveva evidenziato nella precedente legislatura le gravi irregolarità e la pericolosità del sito usato come sversatoio. I risultati delle indagini giudiziarie” – ha proseguito l’esponente filoborbonico – “concordavano con le inchieste dei parlamentari sui pericoli che la discarica pone alle falde idriche del nostro territorio. Nello Uttaro sono stati sversati rifiuti pericolosi peraltro su di una precedente ed occultata discarica. Al momento” – denunzia Marro – “il sito, sottoposto a sequestro, è in stato di assoluto abbandono ed è inondato da un mare di percolato. Questo liquido, derivato ed alimentato dalla dilavazione dei rifiuti con le acque pluviali, non è stato aspirato e rappresenta una minaccia per le riserve idriche del nostro territorio. Da più di un anno il percolato non viene aspirato, procedimento impellente ed essenziale propedeutico ad ogni più radicale forma di bonifica. Il sistema delle pompe aspiranti della discarica non ha mai funzionato ed è quindi necessario che intervengano autobotti per l’aspirazione con l’assicurazione che detto liquido venga trasportato negli idonei impianti di smaltimento. Questa operazione” – ha concluso – “che si chiama di messa in sicurezza, è un passo essenziale per preservare il patrimonio idrico, già abbondantemente colpito del nostro territorio ai fini dell’igiene e della salute pubblica, nonché della sicurezza delle attività zootecniche ed agricole”.

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