Orta di Atella

Puzza, i cittadini scrivono al Presidente Napolitano

i cittadini alla raccolta firme dello scorso luglioORTA DI ATELLA. Esasperati dagli odori nauseabondi che si avvertono nelle ore notturne e dopo gli scarsi risultati ottenuti dalla petizione e dagli esposti presentati al comune, i cittadini di Orta di Atella si rivolgono al Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Si tratta di un esposto-denuncia, inviato anche al presidente del Consiglio dei Ministri, al ministro dell’Ambiente, a tutti i maggiori organi che si occupano di materia ambientale, tra cui anche il Noe di Roma, e anche ai neo commissari prefettizi del comune.

Nella premessa vengono descritti il ciclo produttivo dell’impianto di compostaggio presente nella zona e da cui si presume provenga l’insopportabile puzza notturna, nonché i vari provvedimenti di chiusura fatti dal precedente sindaco Del Prete e la disposizione di accertamenti sulla legittimità urbanistica e dell’attività della ditta che immette gli odorigeni nell’aria.

Si parla anche di altri “accertamenti effettuati dal geometra Sorvillo, incaricato dei sopralluoghi in materia edilizia, che avevano portato all’emissione di un ordinanza di abolizione di alcune opere abusive, e dei sopralluoghi effettuati dall’Arpac, da cui è risultato che lo Scrubber (sistema di depurazione dell’aria) non è munito di alcun sistema elettronico del funzionamento dello stesso (es. ore di funzionamento…). Dai rilievi fotografici del geometra Sorvillo sono risultati tra l’altro evidenti quantitativi di plastica e materiali cancerogeni. Lo stesso aveva proceduto ad inoltrare richiesta di intervento all’Asl competente, la quale non ha provveduto ad effettuare sopralluoghi ispettivi. Il Responsabile dell’Attività Produttiva del Comune di Orta di Atella, geometra Salvatore Ragozzino, aveva richiesto all’azienda una descrizione del ciclo produttivo, il Mud (modello unico di dichiarazione per lo smaltimento dei rifiuti) e l’elenco delle materie prime trattate dalla ditta. Da ciò è risultato che l’impianto preleva anche rifiuti solidi urbani di alcuni Comuni dell’hinterland napoletano nonché rifiuti provenienti da attività di ristorazione”.

Pertanto, i cittadini denunciano che “gli odorigeni immessi nell’ambiente non sono più eco-sostenibili per Orta di Atella (soprattutto nel periodo notturno) e paesi vicini, anche per un’area di 6 chilometri di raggio. Se si considera, poi, che l’emergenza del ciclo dei rifiuti ha aumentato, presumibilmente, le richieste di smaltimento presso l’impianto, si può ipotizzare anche un aumento del materiale trattato e quindi una diminuzione dei tempi di fermentazione a discapito del rendimento del processo”.

Inoltre, chiedono a tutte le autorità competenti “se la destinazione d’uso del terreno su cui sorge la ditta è in contrasto con l’attività svolta dalla stessa, le modalità di gestione delle acque reflue da parte della ditta e di verificare il corretto funzionamento dello Scrubber. Infatti, il capannone ha sicuramente scarsa tenuta, sia alla depressione (Scrubber in funzione di giorno) sia alla pressione relativa positiva (Scrubber fermo di notte) ed è quindi paragonabile ad una sorgente aerale di immissione di odorigeni (maleodoranze), poiché il materiale attualmente trattato è caratterizzato da una variabilità nella composizione e nelle caratteristiche fisiche, un controllo delle emissioni prodotte da tutte le fasi di processo (anche di notte)”.

Alla luce di quanto esposto nel documento, ed in considerazione del fatto che, ormai, “da molto tempo la situazione non è più sostenibile sia dal punto di vista ambientale che di vivibilità per i cittadini residenti nella zona”, i cittadini chiedono all’autorità competente “la chiusura dell’impianto fino alla verifica di tutti i requisiti sopra citati e di quelli previsti dalla normativa vigente in materia”. “Si sottolinea, inoltre, che i cittadini di Orta stanno subendo i primi danni alla salute (tumori alla tiroide in aumento, allergie respiratorie in largo aumento, etc)”.

L’esposto si conclude con la richiesta di un intervento immediato “altrimenti si provvederà con pubblica manifestazione al blocco delle attività locali di pubblico interesse”.

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