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21 agosto 1971, la Pantera Nera George Jackson uccisa in prigione

George JacksonAccadde Oggi. Black Panther Party è il gruppo rivoluzionario afroamericano che vede la sua nascita a fine degli anni ’60, crescendo sempre più di importanza e considerazione internazionale.

Fino a che divisioni interne e forte opposizione del governo americano ne sanciranno la scomparsa definitiva. L’organizzazione che si riconosce nel simbolo della Pantera Nera, viene ufficialmente fondata da due ex-compagni di scuola Huey P. Newton e Bobby Seale, in California, ad Oakland, nel 1966.

L’organizzazione si antepone al movimento nonviolento e integrazionista che porta avanti Martin Luther King. Al principio della non violenza le Pantere antepongono quello dell’autodifesa, il tutto innaffiato da una lettura marxisista-leinisita della lotta di classe dei neri americani, quindi una forte opposizione alla società capitalistica americana. Il “ten point plan” (piano dei dieci punti) formerà le scelte di un gruppo che vedrà centinaia di adepti. Libertà dei neri di America; piena occupazione e lavoro; fine della rapina dei bianchi nei confronti dei neri, abitazioni decenti, adatte ad esseri umani; istruzione concreta; esenzione dei neri dal servizio militare; fine della brutalità della polizia ed assassinio della gente nera; libertà per tutti i neri detenuti; tribunali neri per i neri; terra, pane, abitazione, istruzione, vestiti, giustizia e pace. Queste le dieci fondamentali tappe del “popolo nero”, ormai stanco delle tante ingiustizie ed angheria che l’Amerika (ma in alcuni casi l’Amerikkka, come amano definirla) dei bianchi profonde a piene mani nei difficili anni ’60.

Importanti alcune campagne sociali, quali il “Free Breakfast for Children” (un programma di colazioni gratuite per i bambini neri), il programma di assistenza sanitaria gratuita per i neri, le scuole di educazione politica per gli adulti. Senza alcun dubbio farà epoca la protesta a pugno chiuso con il guanto nero alle Olimpiadi di Messico City nel 1968, del podio dei 200 metri con Tommy Smith e John Carlos.

La mano forte della repressione, che aveva più paura del comunismo imperante di questi gruppi che della reale problematica del popolo nero, non si farà attendere. Fred Hampton, uno dei capi storici del gruppo, viene assassinato il 4 dicembre del 1969. Farà rumore anche l’uccisione, il 21 agosto del 1971, nel carcere di San Quintino, di George Jackson, che scontava addirittura una condanna per “Parole Board” (in pratica, una condanna molto particolare a tempo indeterminato) per un furto ad un benzinaio. Importante in quel periodo anche la figura di Angela Davis.

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