Aversa

GeoEco, Fiadel: “Decisioni da concordare con sindacati”

Sede dell'ex GeoEco a TeverolaAVERSA. “La riunione tenutasi, e che speriamo si tenga anche per gli altri ex consorzi della provincia, venerdì presso l’ormai ex Consorzio GeoEco, tra tutti i sindaci di bacino ed il Commissario del Consorzio Unico, …

…di cui la GeoEco è diventata Articolazione Territoriale Ce2, Alberto Stancanelli, affiancato dal responsabile della stessa articolazione, generale di divisione, Roberto Mantini, ha finalmente segnato l’inizio di un dialogo costruttivo tra le istituzioni territoriali e il Consorzio istituito per legge”. Lo afferma Giulio Testore della segreteria provinciale del sindacato Fiadel. “Tuttavia – continua Testore – dobbiamo ancora una volta ribadire che tutte le decisioni, soprattutto quelle inerenti ai dipendenti, dovranno essere concordate con le Organizzazioni Sindacali di categoria. Infatti, non vorremmo che dietro al termine mobilità si paventasse un concreto rischio per alcuni dipendenti di perdere il proprio posto di lavoro. Sino ad oggi c’è sempre stato assicurato, durante gli incontri tra organizzazioni sindacali ed i vertici del Consorzio Unico per le province di Napoli e Caserta, che la mobilità sarà soltanto interna, come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro. In merito poi alle posizione dell’ex GeoEco, va segnalato che non vi sono esuberi, in quanto il personale amministrativo, secondo dati oggettivi, è pienamente rientrate nei parametri previsti dai dettami del gestore del Consorzio Unico, ed addirittura il personale operativo è sotto organico di diverse unità, carenza che aumenta considerevolmente se si vuol pensare ad un discorso di raccolta differenziata spinta. Per questo ancora una volta ribadiamo che ci debba essere la cantierizzazione comunale, distribuita sui 26 comuni, anche dei lavoratori che oggi sono collocati presso il centro, e che svolgono un opera essenziale per lo svolgimento del servizio. Pur non volendo poi entrare in questa sede nel merito delle posizioni debitorie dei comuni, bisogna pur chiarire all’utenza, che i disservizi, a cominciare dagli automezzi senza gasolio, non sono certamente ascrivibili agli operatori né alla struttura dirigenziale o amministrativa, ma alla assenza di fondi, dovuta al mancato pagamento di moltissimi tra i comuni di bacino, per il servizio svolto. Debiti contratti dai comuni nei confronti dell’ex GeoEco che secondo una stima approssimativa ammonterebbero a una cifra superiore a 50 milioni di Euro. Se rientrassero queste somme crediamo proprio che non esisterebbero di certo tutte le difficoltà in cui i lavoratori sono costretti ad operare. Difficoltà – conclude Testore – che pregiudicano notevolmente il servizio nei confronti dell’utenza, che oltre a pagare la Tarsu, subisce anche il danno”.

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