Aversa

GeoEco: pignorato 1 milione di euro, mezzo stipendio per operai

Isidoro Orabona AVERSA. Esplode la nuova bufera al Consorzio Ce2. Ieri mattina era previsto il pagamento degli stipendi dei dipendenti, che però hanno avuto l’amara sorpresa di essersi visto accreditato solo il 50% delle spettanze.

Alla base del mancato versamento, il pignoramento subito dal Consorzio Ce2 di un milione di euro circa da parte delle ditte creditrici. Una “mazzata” per il presidente dell’ente consortile Isidoro Orabona che ieri mattina ha dovuto subire le “reprimende” di lavoratori e sindacati che hanno effettuato un picchetto davanti al commissariato di polizia in via Sanfelice dove hanno intenzione di sporgere denuncia se non arriveranno i soldi. Il problema, come sempre, ruota attorno ai debiti che il Consorzio Ce2 ha nei confronti delle ditte appaltatrici che non vengono pagate per mancanza di liquidità derivante dall’assenza dei versamenti delle quote spettante ai Comuni che usufruiscono del servizio del GeoEco. Un problema che rischia di mandare in tilt un Consorzio che dovrebbe restare in vita per almeno un altro anno.

Ed in tale ottica il presidente del Ce2 Orabona è stato chiaro: “L’articolo 15, comma 3, dell’ultimo decreto legge sancisce l’impignorabilità dei fondi, ma si riferisce solo a quelli dello Stato. I Consorzi dei rifiuti, dunque, sono esclusi da questo decreto. Ed è qui che sorgono i problemi per noi. Perchè le ditte non hanno più fiducia nel Consorzio, anche a causa delle notizie che quotidianamente escono sullo scioglimento degli stessi e cercano di tutelarsi con decreti ingiuntivi e pignoramenti. E’ giunto il momento – ha sottolineato Orabona – che anche il commissariato venga incontro alle esigenze dei Consorzi e che, almeno fino al dicembre 2009, quando, cioè gli stessi saranno sciolti, vi sia l’impignorabilità dei fondi. Noi, come consorzio Ce2, stiamo andando avanti sulla strada del pugno duro nei confronti dei dipendenti fannulloni, ma è giusto che coloro che lavorano siano retribuiti e che non vi siano questi problemi con gi stipendi”.

Il caso dell’umido. Intanto, nelle prossime ore, il presidente del Consorzio potrebbe chiudere l’accordo con una società dell’Abruzzo per il conferimento dell’umido prodotto con la raccolta differenziata. Una scelta che “costa” in termini economici, nonostante a San Tammaro sia presente un sito di compostaggio. La risposta di Orabona, in tal senso, è lapidaria: “Purtroppo – ammette – il sito di compostaggio di San Tammaro è stato occupato con le ecoballe. I lavori sono stati completati proprio a causa della presenza della massa di rifiuti che il commissariato ha inviato. Tant’è vero che sono in contatto puntualmente con la ditta ce si sta occupando della costruzione della struttura, la quale, però, dal canto suo, non può fare granché se la zona non sarà liberata al più presto dalle ecoballe”. Cosa che difficilmente avverrà in tempi brevi stante la situazione di continua emergenza sul piano dei rifiuti.

da “La Gazzetta di Caserta”, martedì 15.07.08 (di Giuseppe Perrotta)

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