Trentola Ducenta

Convegno sui dieci anni della Casa Famiglia

il sindaco Nicola Pagano al convegnoTRENTOLA DUCENTA. Entrare nel labirinto, complesso di tutto quanto riguarda i minori, quelli a rischio, difficili, con le vite troppo vissute fin da piccoli, con i problemi della casa, della famiglia, dell’affido, della commercializzazione dell’idea che sempre più prende piede, ti fa capire subito che ti trovi tra quelli che “le mani se le sporcano” per davvero, nella opera quotidiana di impegno.

I dieci anni della Casa Famiglia di Trentola Ducenta, quella che i coniugi Amato De Serpis hanno portato con abnegazione, passione e professionalità fino ai giorni nostri, sono il segno evidente che poi nella giungla ci si riesce a muovere, facendo anche cose egregie, importanti, da mettere in primo piano. Ma scopri anche, se mai ve ne fosse bisogno, come in questo campo bisogna ormai fare chiarezza e capire, capire perché ad esempio la Regione Campania ha dato nuove linee guida alle Case Famiglia, con obblighi che sembrano veri e propri divieti e che ti fanno sorgere tanti dubbi.

Perché una Casa Famiglia non deve essere uguale ad una casa normale, ma avere le finestre di un “tot” di centimetri, perché in questa casa deve trovarsi un frigorifero per congelare il pesce, ed uno per la carne? Perchè c’è un risveglio imponente di quelli che erano i vecchi “istituti” di accoglienza dell’infanzia, che erano stati segati dalla norme e quasi messi al bando? Perché ora sempre la Regione Campania chiede che le Case Famiglia diventino omogenee per gli ospiti che dovranno essere dello stesso sesso e della stessa fascia di età? Allora ti morde il dubbio, ma se una Casa Famiglia deve essere la stessa cosa di una casa normale, come fa una famiglia a procurarsi figli naturali tutti dello stesso sesso e della stessa fascia di età, ed è sola una delle banalità che ti girano per la testa. Ma lasciamo questo aspetto che particolarmente ha colpito chi scrive la cronaca, anche se si tratta di argomenti importanti di cui si parlerà da qui a qualche mese. Distorsioni di un sistema che sembrava su di una buona strada, ma che forse perde colpi e necessita di convergenze immediate. L’affollata partecipazione al Convegno “attorno ai minori: affetti e professionalità” è stata la risposta attiva a rimettere al centro dell’attenzione il bambino e l’adolescente che hanno bisogno di supporto, di aiuto e di amore.

Nicola Pagano, sindaco della città, è voluto subito entrare nel crudo della problematica, senza mezze misure, augurandosi anche che questa presenza in città continui per sempre. Goffredo Fofi ha preso la palla al balzo e riportando le citazioni bibliche e quelle meno note degli uomini qualunque, ha voluto indicare il cammino della giornata. Don Vinicio Albanesi, con le parole tranquille e pacate dell’esperienza è sembrato una lama di rasoio che tagliava il burro dell’indifferenza e del pensiero qualunque, le sue esperienze sono stati pilastri di vita vera, di impegno senza “se” e senza “ma”. Le motivazioni e le belle storie delle famiglie Amato De Serpis e Ricci, hanno strappato applausi e consensi verso forme di accoglienza che sono quel “quid” in più, difficile da trovare. Ha continuato Vincenzo Sarracino trattando della dispersione, duplicazione e frammentazione. La sessione pomeridiana ha visto il cursus sui minori del mondo di don Franco Monterubbianesi, mentre Maria Nadotti è stata dalla parte delle bambine, con una serie di pensieri di impegno delicato e forte. Salvatore Esposito, ex responsabile dei servizi socio assistenziali all’Asl di Aversa ha toccato il tema a lui caro del welfare e dei minori. Luigi Monti ha voluto trattare un tema di grande attualità, quello dei bambini consumisti e bambini consumatori, mentre Claudia Castaldo, anche lei ex operatrice dell’Asl aversana, oggi a Napoli, ma da sempre presente nel tessuto locale ci ha detto che insieme si può. Vivace il dibattito dove al centro dell’attenzione c’è stata anche la società, scuola e l’identificazione del suo ruolo in materia.

Dieci anni per la Casa Famiglia della “Compagnia dei Felicioni” sono trascorsi, l’augurio è che la vita sia lunga e che riesca come al solito a superare le difficoltà degli uomini.

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