Sant’Arpino

Pd: ecco la mozione Del Prete

PdSANT’ARPINO. Riceviamo e pubblichiamo la mozione congressuale presentata dal capogruppo consiliare del Pd e responsabile del coordinamento provvisorio del partito, Elpidio Del Prete.

La nostra idea di Partito nasce da quella straordinaria avventura delle primarie e il cui insegnamento e valore non deve essere disperso, ma diventare il patrimonio comune di tutte le democratiche ed i democratici per costruire finalmente il nuovo Partito, il Partito Democratico.

Per questo riteniamo che il dibattito congressuale ci deve vedere tutti impegnati in un confronto franco, leale, aperto con l’obiettivo di costruire nel nostro territorio una forza democraticamente viva, attenta ai fenomeni emergenti della società civile, aperta alle novità e capace di intercettare tutto quello che di positivo si muove sul nostro territorio.

E affinché tutto ciò diventa credibile noi non possiamo non partire da un’analisi che coinvolga anche la recente esperienza delle elezioni politico-amministrative che nel nostro Paese sono state caratterizzate dalla contrapposizione tra una lista, che si è presentata, ha chiesto il voto ed ha ottenuto il consenso con il simbolo del Pd, ed una listacivica anomala che ha visto alleati molteplici soggetti politici, dall’estrema destra all’estrema sinistra, insieme ad alcuni esponenti che avevano partecipato alle primarie del 14 ottobre.

Se non si parte, per la costruzione a livello territoriale locale, da questa analisi si rischia di perpetuare un elemento di ambiguità e non si aiuta a costruire il processo di unità politica, pur nell’ambito di normale dialettica interna, sulla base della necessaria chiarezza.

Come pure non aiuterebbe il confronto un atteggiamento riduttivo da parte nostra rispetto al risultato elettorale delle Amministrative, che ci deve far riflettere e comprendere, anche in chiave autocritica, le motivazioni e i possibili errori che hanno contribuito a determinare il negativo risultato elettorale. Non possiamo infatti far finta di nulla. E anche se forti di quel circa 46% di consensi non va dimenticato che la lista “Uniti verso il centro-sinistra”, che aveva vinto le precedenti elezioni del 2003, aveva un patrimonio di consenso di oltre l’80%! Ma tale dato, negativo sul piano elettorale amministrativo, è politicamente significativo se si tiene conto che la lista del Pd, da sola e senza gli altri sei alleati “storici” del centro sinistra ha ottenuto un consenso di oltre il 45%.

Allora, va subito detto che il dato oggettivo che abbiamo di fronte a noi è costituito da tre elementi tutti di pare dignità e che hanno l’obbligo di confrontarsi senza infingimenti, senza arroganza, ma con sapienza, equilibrio e buon senso.

Per la mozione “Unità nella chiarezza”i tre elementi sono: il popolo delle primarie registrato dal voto del 14 ottobre, il gruppo consiliare della minoranza presentatosi nella lista con il simbolo del Pd e legittimato dal voto delle amministrative, alcuni consiglieri comunali eletti nel gruppo della maggioranza che sostengono di identificarsi sul piano politico con il progetto del Partito Democratico.

“Unità nella chiarezza” ritiene che tutti questi soggetti abbiano pari dignità nella costruzione del Partito a livello territoriale comunale e abbiano, rispetto a tale impegno, eguali diritti ed eguali doveri. Insomma nessuno può avere più diritti/doveri di altri, nessuno può avanzare veti nei confronti di nessuno. Tutta l’articolazione del confronto politico sarà scandita dal rispetto delle norme e dei regolamenti che il Pd si è dato. Poi, come è normale in tutti i processi di confronto democratico sarà il voto a decidere quali scelte si dovranno compiere.

La mozione congressuale che presentiamo, Care Democratiche, cari Democratici, per poter finalmente realizzare il sogno di avere, anche qui nel nostro territorio, il partito dei democratici, dei riformisti italiani, per avere una casa comune, grande e nuova, ha come obiettivo l’apertura a forze fresche e vitali, i giovani e le donne soprattutto, per avviare un lavoro serio e proficuo, avendo la consapevolezza che non andremo da nessuna parte se non avremo il coraggio di un franco, leale dibattito che ha come obiettivo l’unità del Partito democratico nella chiarezza. Una chiarezza che è figlia della verità dei fatti e che ci obbliga a misurarci con essi.

E un tale atteggiamento presuppone che si dica con estrema franchezza a quanti si riconoscono negli ideali e nei valori del Partito Democratico che il loro posto non può fregiarsi del dono dell’ubiquità e, quindi, essere nel Partito e fuori dal Partito. E “Unità nella chiarezza” dice questo non per una preconcetta ostilità o un futile pregiudizio, ma lo dice perché crede nella forza della novità e proprio perché ci crede ritiene che bisogna spendersi fino in fondo per recuperare una unità formale e sostanziale con tutti quelli che si identificano con il progetto del Partito Democratico. Non trascurando che in un momento di difficile congiuntura politica, il Pd a S.Arpino è andato, nelle elezioni politiche, ben oltre di cinque punti in percentuale rispetto al dato dell’intera Provincia di Caserta.

Sia chiaro, “Unità nella chiarezza” non chiede una abiura immediata che sarebbe anche scorretta, ma ritiene che bisogna cominciare a lavorare in direzione di un processo unitario, il cui approdo finale, per gli amici che hanno recentemente fatto una scelta diversa, dovrebbe essere non solo la loro piena integrazione e agibilità all’interno del Partito ma anche una più consona collocazione nell’ambito degli schieramenti dei gruppi consiliari.

E’ un processo che va costruito, tutti insieme, e sapendo che ognuno lo dovrà fare con la prudenza ed il coraggio necessari!

E il terreno per misurare la credibilità di noi tutti sarà il nostro impegno per radicare sul territorio il Partito. E lo dobbiamo fare smettendola, come ha detto il nostro Segretario Nazionale, Walter Veltroni,con questi continui riferimenti agli ex.

Non siamo il partito degli ex, siamo il nuovo partito dei riformisti italiani dove importanti settori del pensiero socialista,cattolico-democratico e liberal-democratico confluiscono. Non siamo più gli ex comunisti, gli ex socialisti,gli ex democristiani o altri ex. Siamo il partito riformista dei democratici e delle democratiche italiane.

Siamo un partito aperto alle tante sensibilità democratiche ,che mette al centro delle proprie iniziative politiche la persona umana e la propria dignità, i valori della solidarietà, della giustizia, della pace, della legalità e della libertà.

Siamo un Partito che discute, che si confronta ma che saprà dire non con fermezza a quanti dovessero immaginare le “correnti” come gruppi di potere per gestire quote di potere, invece che raggruppamenti dove si discute liberamente la circolazione delle idee, di proposte e di programmi e con la massima libertà senza cristallizzazioni di sorta.

Subito dopo l’impegno per il radicamento territoriale del Partito segue come prioritario impegno politico la lotta alla criminalità organizzata. E questo nostro impegno per essere totalmente credibile passa attraverso una nostra netta scelta a favore della legalità assoluta, attraverso l’affermazione di una etica pubblica e di moralità politica, capace di dimostrare che noi i politici, o come oggi si dice “la casta” siamo capaci di essere più severi con noi stessi di qualunque legge e qualunque magistrato. Il Partito Democratico non può disporre per altri partiti. Ma per se stesso, sia attraverso il codice etico, sia attraverso norme statutarie relative ai comportamenti di suoi iscritti eletti nelle istituzioni, il partito stabilisce indicazioni rigorose in particolare sulla qualità delle nomine di cui i suoi rappresentanti dispongono. Un tale comportamento renderebbe di per sé credibili i nostri appelli e i cittadini capirebbero, perché sono sensibili all’onestà in politica e, se l’onestà diventa un vantaggio competitivo, sarà più facile seguire ed accogliere le nostre richieste in tema di lotta alla criminalità organizzata e non. Ed i recenti fatti che in qualche misura hanno coinvolto anche il territorio atellano ci chiede uno sforzo unitario e forte nella dichiarata lotta ad ogni illegalità perché sia più credibile il nostro appello nella lotta alla criminalità organizzata.

“Unità nella chiarezza”, a tale proposito, proporrà norme innovative per la trasparenza delle nomine di competenza della politica. Per ognuna di esse, dovranno essere predeterminati e resi pubblici criteri di scelta fondati sulle competenze; attivate procedure di sollecitazione pubblica delle candidature; infine, pubblicato lo stato e gli esiti delle procedure di selezione.

Risanamento ambientale e rilancio di un piano di sviluppo territoriale locale nell’ambito delle politiche industriali di livello provinciale e regionale.

E anche questo impegno lo dobbiamo portare avanti in una logica nuova e moderna delle democrazie liberali. Si potrà e si dovrà, se necessario, dissentire tra maggioranza e opposizione su questa o quella scelta concreta. E’ avvenuto in passato e altrove, è possibile che continui a succedere. Ma un grande Paese, una grande democrazia come noi vogliamo essere, non è tale senza una visione condivisa rispetto alle scelte che riguardano oil futuro del nostro Comune e più in generale gli interessi della collettività.

E per fare questo c’è bisogno, come ben ha detto il Segretario Nazionale, di meno veti, meno burocrazia, meno conservatorismi e di converso più crescita, più uguaglianza, più libertà.

Sono queste le tre stelle fisse che orientano il programma del Partito Democratico per il rinnovamento e il rilancio sul territorio locale ed atellano della nostra economia e del nostro sviluppo dell’economia e della società italiana e alle quali “Unità nella chiarezza” da la propria convinta e consapevole adesione.

La priorità va data alle politiche ambientali e dello sviluppo eco-sostenibile a partire dal ciclo integrato dei rifiuti per finire alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica.

Gran parte delle politiche per il Mezzogiorno è incentrata sull’utilizzo delle risorse comunitarie e noi a livello comunale dobbiamo batterci affinché si continui nell’uso di tali risorse e pretendendo tuttavia una migliore e meno dispersiva utilizzazione delle stesse.

Insomma, spendere meglio, spendere meno. E a proposito di tale argomento va detto con forza che è tempo di dare ai cittadini la reale possibilità di giudicare i servizi ricevuti, di fornire indicazioni per il loro miglioramento e di operare per realizzarlo.

Altri temi sui quali ci dobbiamo impegnare sono quelli del fisco più amico dello sviluppo delle persone e dell’economia. Pagare meno, pagare tutti! Per questo dobbiamo mantenere l’impegno assunto in campagna elettorale di una trasparente gestione delle dichiarazioni dei redditi.

Il tema del lavoro delle donne, quello della qualità del lavoro e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Non ultimo l’impegno sostenuto nella lotta alla precarietà del lavoro. Spesso si dice flessibilità e si vuole intendere precarietà, noi dobbiamo fare in modo che la flessibilità non diventi la condanna ad un eterno lavoro precario.

Infine, la sicurezza in generale affinché sia dato ad ognuno di vivere in libertà e senza condizionamenti la propria vita sociale, per sconfiggere intolleranze e razzismi, per affermare il diritto all’integrazione di tutti nel rispetto della legalità per tutti.

Care Democratiche e Cari Democratici, tutto questo si può fare a partire dalla nostra unità!

“Il Partito Democratico – ha detto Walter Veltroni – è nato dalla generosità e dall’entusiasmo con cui milioni di persone si sono lasciati alle spalle grandi storie o si sono gettati per la prima volta nella loro vita in una sfida affascinante. E’ nato dal coraggio disinteressato di chi ha messo in discussione il proprio ruolo, le proprie responsabilità, se volete le proprie comodità. Vale a dire: il cambiamento, il gusto del nuovo, è nel nostro stesso atto di nascita. Ed è nel nostro modo di essere e di interpretare la politica. Per questo non abbiamo avuto paura di rompere il vecchio schema politico. Probabilmente chi ha guardato a noi con gli occhi di una volta avrà pensato fosse solo tattica, fossero solo parole. Se è così, ha avuto non solo il tempo per ricredersi, ma anche per maturare il convincimento che la nostra scelta di presentarci agli italiani, da soli con le nostre idee e le nostre proposte, finalmente liberi, segna la fine di un’epoca e obbliga tutti al cambiamento”.

Elpidio Del Prete

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