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Aeroporto di Grazzanise, riflessioni dell’avvocato Martino

Aeroporto GrazzaniseGRAZZANISE (Caserta). Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni dell’avvocato Francesco Martino, consulente ed esperto di diritto ed economia del territorio e della mobilità, sull’aeroporto “Napoli-Basso Volturno”, la cui realizzazione è annunciata da anni sul territorio di Grazzanise, in provincia di Caserta.

Bisogna prendere atto che tutti sanno e nessuno conosce od anche che quelli che sanno e conoscono non sanno fare o non vogliono far fare.

L’aeroporto “di Grazzanise” che sarebbe meglio chiamare del Basso Volturno, cioè Napoli – Basso Volturno, non ha ancora una sua fisionomia. L’aeroporto non è l’aerostazione che incide sul fondo solo per la sua area di sedime ma è fatto anche dall’area aeroportuale che si sviluppa a 200 m dall’aerostazione e comprende insediamenti utili per il rilievo socio-economica e determina il punto di arrivo delle adduzioni di trasporto su gomma e ferro da dove avvengono le operazioni di imbarco e sbarco e dallo stesso si hanno strutture a raggiro che portano all’aerostazione per l’imbarco. L’aerostazione può trovare una sua procedura ablativa in titoli espropriativi, l’area aeroportuale non richiede pubblici poteri e titoli espropriativi ma interventi in gran parte privati, coordinati e regolati da precisi istituti giuridici.

Registrando gli atti ufficiali, così come sono rappresentati, si evince che si ha l’intenzione e l’interesse per “il secondo aeroporto” o meglio per “la seconda pista” dell’aeroporto di Napoli, nel basso Volturno, “ma non per l’aeroporto di Napoli – Basso Volturno”.

Al di là dei campanilismi territoriali e/o dei cervelli e dei finanziamenti di Terra di Lavoro vanno fatte delle verifiche sui reali impegni finanziari a cassa dell’Amministrazione Centrale e Regionale nonché sull’intenzione di attingere dai finanziamenti europei già destinati alla Regione Campania per le infrastrutture di mobilità sul territorio e sull’affidamento della gestione.

Salerno per Pontecagnano ha manifestato il suo interesse chiedendo apertamente e concretamente chiarimento ed intenti gestionali pur sapendo che Pontecagnano con la sua pista non con la giusta lunghezza potrà essere impegnato solo per determinati voli.

La Provincia di Caserta con tutti i suoi partiti di ogni e qualsiasi colore a livello operativo non manifesta concreti interessi per l’importante insediamento e per l’attività da mettere in cantiere autonomamente, con questo suo comportamento si presta alla volontà degli apparati politici napoletani che hanno sempre osteggiato l’insediamento aeroportuale nel basso Volturno. Ciò fin dal 1975 allorquando fu insediato una Commissione di studio preseduta dall’On. Avv. Pasquale Schiano che progettò e dimostrò la fattibilità di un aeroporto con la sua area aeroportuale nel basso Volturno. Il progetto fu anche depositato presso la Regione Campania.

Tralasciando, allo stato, fattori squisitamente tecnici ed indispensabili per la allocazione dell’aeroporto non della sola aerostazione, va precisato che, l’aeroporto comporta necessariamente oltre all’aerostazione l’area aeroportuale che dovrà rispondere a tutte le esigenze del suo bacino che nel caso che ci impegna interessa il basso Lazio, il Molise e tutto il meridione a Sud del parallelo basso Volturno con l’inclusione di Napoli–Capodichino e Salerno–Pontecagnano. Ciò è assegnato al territorio del Basso Volturno individuato per la sua posizione e per la natura del fondo e dello spazio nonché dalla continuità delle sue piste a mare. La prova dell’idoneità è data dall’individuazione degli alleati anglo – americani bloccati a Cassino nell’ultimo conflitto mondiale e dalla Nato che ha costruito, all’inizio degli anni 50, con attrezzature all’avanguardia l’aeroporto militare a Grazzanise per la sua funzione nello scacchiere strategico sopranazionale (NATO) ed idoneo per resistere, data la natura del suolo, ed accogliere le fortezze volanti.

Non si è, quindi, spinti da campanilismo ma da fattori oggettivi dei quali può beneficiare l’intero meridione.

Ed intanto, si sta avviando una discussione (non ancora concretizzatasi) non per l’aeroporto di Napoli – Basso Volturno (con la sua giusta e dovuta area aeroportuale) ma l’aerostazione seconda pista di Napoli – Capodichino con gestione già prestabilita. Ed infatti, a seguito di un artificioso ragionamento che si vorrebbe fondato sulla legge 28 febbraio 2008 n. 31 che con l’art. 18 ha modificato l’art. 3 comma 2 del decreto legislativo 9 maggio 2005 n. 96 è stata decisa la sottoscrizione dell’intesa tra GESAC – Regione Campania, non si sa se con l’assenso della Provincia di Caserta, ma non si è avuto certamente l’assenso dei Comuni del Basso Volturno che sono gli unici gestori del territorio che dovrebbe essere inciso dalla procedura espropriativa; gli importi già fissati ed a cassa sono quelli per gli espropri senza alcun impegno per le amministrazioni, gli espropriandi e di conduttori dei fondi.

Ai Comuni si è inteso assegnare il solo compito di emettere e firmare decreti di esproprio su piani particellare già predisposti e senza alcun intervento istruttorio e decisionale. Con la notifica dei decreti si avrebbe la conclusione dell’attività comunale. E’ necessario richiedere ed ottenere chiarimenti a livello ufficiale con precisi atti amministrativi ed intendimenti, anche perché bisogna approntare le adduzioni, si ripete per l’area aeroportuale (per qualche adduzione che sarebbe già predisposta non si sa se è tangente l’aerea aeroportuale o l’aerostazione). Il basso Volturno è idoneo per un aeroporto con l’annessa area aeroportuale e non per un aerostazione, di ciò sono consapevoli l’Amministrazione Regionale e l’azienda “che dovrebbe provvedere alla gestione dell’aeroporto di Capodichino con l’appendice di una pista nel basso Volturno”, non si avrà, quindi, il rapporto tra l’Aeroporto di Napoli Basso Volturno e l’aeroporto di Capodichino come si è avuto tra Fiumicino con Ciampino e Malpensa con Linate.

Le Amministrazioni del Basso Volturno e le cittadinanze intendono dare il proprio apporto per interventi strutturali intorno all’aerostazione che comporta quale aerea aeroportuale insediamenti di varia natura con l’impatto a livello occupazionale e per qualificati addetti da doversi inserire dopo corsi e/o stage finalizzati.

Ecco come sconfiggere le consorterie delinquenziali ed elevare le nostre municipalità. Allo Stato il compito di garantire democraticamente la società civile. All’indice coloro che sono contrari all’insediamento perché, affermano, che ciò significherebbe denaro per la camorra. Costoro dovranno concludere il loro ragionamento dicendo che la gran parte dei cittadini devono trasmigrare altrove. La camorra così avrà vinto a priori.

Si ripete che l’aerea aeroportuale annessa all’aerostazione potrebbe trovare avversità da parte degli apparati militari nazionali ed degli alleati. Nel 2004, allorquando si parlò di smilitarizzare gli aeroporti si individuò quello di Viterbo ma non quello di Grazzanise stante la valenza di quest’ultimo nel quadro strategico militare. Ora con il giusto impegno non si dovrebbero avere problemi di alcuna natura.

Nel momento e nel luogo giusto si potranno affrontare anche queste limitazioni. Non si capisce il perché di una cittadella con cinquecentocinquanta appartamenti per militari NATO e non altra pista per l’aeroporto civile. I cittadini di Vicenza si sa come hanno risposto. La maggioranza che si formerà a livello nazionale dovrà essere funzionale anche a questo aspetto.

Le Municipalità si dovranno attivare rappresentando in primis l’esigenza di sapere, conoscere ed raffrontarsi con chi di dovere su ciò che si farà sul loro territorio, con quali mezzi e con quali prospettive. In caso estremo questi comuni si candideranno ad attuare un programma costruttivo con concessioni traslative per interventi nell’area aeroportuale, impegnandosi con le grandi formazioni finanziarie ed imprenditoriali, anche locali. Quelli del Nord sono pronti ad investire nel Basso Volturno, nella zona di contorno all’aeroporto, conoscendo i flussi di ricchezza con valore aggiunto che si avrà in funzione della politica economica finanziaria della sponta SUD.

Palese, altresì, la idoneità dell’aeroporto di essere un aeroporto di nicchia, il che non è possibile a Capodichino, stante l’impossibilità di ricezione per voli LOW – COST.

L’aeroporto con l’area aeroportuale del basso Volturno avrà il suo gestore al di là dell’intese raggiunte senza l’apporto dei Comuni che sono gli unici gestori del territorio.

Non è sufficiente dire “l’aeroporto si farà” come ripetono i candidati locali nei vari partiti che quasi sicuramente per la sua posizione in lista sedieranno a Montecitorio. Tutti sanno che si è interessati all’aeroporto con l’area aeroportuale di contorno all’aerostazione ma non della sola aerostazione. Anche ciò definirà se l’aeroporto di Napoli Basso Volturno dovrà essere di partenza e di arrivo o di sola partenza e di ritorno.

Si dovrà procedere ad una urgente verifica con l’azienda che dovrebbe avere in gestione anche l’aerostazione di Napoli Basso Volturno. Altre aziende di gestione hanno provveduto a qualificati e qualificanti interventi non solo in aeroporti del Nord Europa ma anche del Basso Mediterraneo.

La presenza del Volturno e dei Regi Lagni nell’aerea aeroportuale rendono ancora più appetibile l’intervento.

Si hanno tutte le premesse per l’Aeroporto di Napoli Basso Volturno con una aerea aeroportuale con l’insediamento di negozi, uffici, aziende, centri direzionali, hotel ed ambienti di ristorazione, quindi un aeroporto città aperto alla società civile.

Un nuovo aeroporto con aerostazione e area aeroportuale non può che rispondere a queste e esigenze. Si attendono concreti riscontri.

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