Trentola Ducenta

Socialisti in piazza per il “voto utile”

Gennaro OlivieroTRENTOLA DUCENTA. Piazza Beato Paolo Manna ospita la domenica elettorale del Partito Socialista.

Con lo slogan tutto socialista di “da una parte sola”, i rappresentanti locali candidati a Camera e Senato vanno in staffetta per proporre alla piazza, numericamente ben rappresentata, le ragione della scelta dei socialisti, in primo luogo andare da soli, quindi le necessità di un voto che possa continuare a mantenere accesi gli ideali che in tanti anni di storia hanno fatto sì che questo fosse uno dei partiti, che a giusta ragione, ha determinato il substrato sociale della nostra nazione.

A presentare i candidati ci pensa Franco Migliore, segretario della sezione di Trentola Ducenta del Partito Socialista, che, a rapido volo, introduce i punti cruciali di questa campagna elettorale in Campania, emergenza rifiuti, problema diossina, lavoro, permeabilità massiccia del malaffare e della delinquenza.

Raffaele Di LauroA parlare per primo tocca a Raffaele Di Lauro, consigliere comunale, tra i più votatia Trentola Ducenta, che ci tiene a mettere in chiaro subito e senza mezzi termini che la sua candidatura , certamente di servizio e supporto al Partito, non è però una candidatura da “Don Chisciotte”, anzi va a riempire di contenuti concreti la sua scelta. “Evitate di farvi strumentalizzare dal migliore offerente – esordisce subito Di Lauro”. La sua candidatura è il giusto e sentito sacrificio per un ideale, quello socialista che ha permeato tutta la sua vita e con il ricordo torna alla vecchia sezione socialdemocratica del proprio paese, sempre aperta ad accogliere le esigenze di chi aveva bisogno, sempre pronta a dare risposte. La speranza, quella di rivedere rinascere quella partecipazione e quello impegno per il sociale, quindi l’invito a partecipare la vita della stessa sezione cittadina. Si scaglia quindi contro l’attuale modo di fare politica, riscontrato anche in città, quel saltare da un partito all’altro e da un’idea a quella opposta, pur di garantirsi poltrone e benefici, un’arte che non è dei socialisti, ne è dimostrazione il fatto di avere scelto una strada elettorale da soli, pur di non condividere l’arroganza e la personalizzazione della politica e fa proprie le parole del proprio leader Boselli: “gli italiani dovranno spiegare con il proprio voto cosa vogliono”. E’ critico nei confronti di Veltroni, di recente presente proprio a Trentola Ducenta, capace di parole scontate. Ribadisce che il tema contro la camorra è un tema scontato che nessuno può tenere fuori dalle promesse elettorali e che si è simili ai camorristi solo non prendendo posizioni. Bacchetta anche Berlusconi, che risolve i problemi del precariato con matrimoni tra figli ricchi e “povere” ragazze di turno Compito dei socialisti è quello di unire l’Italia, dove da tempo si è abbandonata la progettazione dando spazio all’affarismo più puro. Scuola ed università davanti a tutto, partendo dalle vera cosa pubblica e con tagli fortissimi alla casta dei privilegiati. No al bipartitismo e alla falsa democrazia del voto utile ed inutile, ma un voto “libero” in una libera democrazia, che potrebbe non far sparire un partito storico come quello socialista, realtà europea forte in Spagna con Zapatero, ma anche in Francia e nel nord dell’Europa con il socialismo democratico evoluto. “Abbiamo preferito gli ideali – continua Di Lauro – a comodi posti in Parlamento”. Applauditissimo il suo intervento.

Lo seguono nell’ordine il consigliere comunale aversano Amedeo Cecere, che pone una riflessione sul fatto che la scomparsa dei socialisti dal Governo ha portato negli anni ad un impoverimento dello stato sociale. Riconosce successi ed errori del partito e difende la scelta dei diritti di uno stato laico. Il consigliere provinciale Mario Basco parla della difficoltà di coniugare la parola “politica sincera”. Troppe le false promesse di arricchire stipendi, pensioni, dare benefit e aiutare la gente comune. Rivede la crisi campana, una regione che viveva di agricoltura e turismo e che oggi è in ginocchio. Propone quale soluzione quella di una rivoluzione delle coscienze e del modo di scegliere i politici di domani., con la partecipazione totale della gente.

A chiudere ci pensa Gennaro Oliviero, capogruppo socialista alla Regione, che invita l’uditorio a riflettere sul fatto che in queste elezioni la nomina, e non l’elezione, dei parlamentari è stata decisa a Roma, addirittura inserendo nelle liste uomini e donne che non sono della nostra realtà territoriale, ma legati ai vari leader nazionali. Ciò non è stato per il Partito Socialista che ha voluto liste del territorio. Il tentativo è stato quello chiaro di cancellare una intera classe politica, quella campana. L’impegno resta ora però quello di chiedere la mobilizzazione e permettere la sopravvivenza del Partito Socialista, unico partito che nei suoi 120 anni di storia ha mantenuto denominazione e colore rosso dei propri vessilli, cambiando caso mai i leader, ma mai contenuti, idee e simboli. No all’inganno al paese, un invito finale alla zona aversana per riscoprire il voto socialista e rilanciare la Campania e l’Italia.

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