Sant’Arpino

Savoia: “Perchè ho dovuto querelare Di Santo”

Giuseppe Savoia SANT’ARPINO. “Era mia intenzione prendere in considerazione l’appello rivolto da Ernesto Capasso ad evitare il ricorso alle querele – afferma Giuseppe Savoia – ma mi son dovuto ricredere di fronte alla inaudita spregiudicatezza di Eugenio Di Santo, che ha trasformato il confronto elettorale in una corrida”.

“Da qui – continua il sindaco uscente – la mia decisione a querelare il Di Santo in ordine al delitto di diffamazione aggravata a mezzo della stampa attuato con il messaggio ‘Voto di scambio, Di Santo denuncia Savoia’ apparso su alcuni quotidiani locali e sul sito Pupia. Lo scrivente è ormai preso di mira dalle infamanti accuse mosse dal Di Santo e da chi, coinvolto nella campagna elettorale a Sant’Arpino per le prossime elezioni amministrative del 13-14 aprile, utilizza il mezzo della stampa e della propaganda per conquistare nuovi consensi attraverso la ‘demonizzazione’ dell’avversario. Le asserzioni del Di Santo costituiscono una grave lesione della reputazione dello scrivente che è del tutto estraneo a vicende di gestione clientelare e viene coinvolto in una squallida operazione volta a comprometterne la propria moralità in prossimità delle prossime consultazioni evitando di ricorrere agli strumenti leciti del confronto istituzionale e passando per il bieco strumento del vile attacco all’uomo e al politico. Il Di Santo si dimostra ancora una volta temerario e particolarmente aggressivo nelle sue asserzioni, in quanto false e indimostrate, di gravità tanto maggiore se si considera che le accuse infamanti rivolte al sottoscritto sono apparse pochi giorni prima delle elezioni nelle quali egli risulta impegnato in qualità di candidato nelle liste del Pd. Quindi le accuse mosse dal titolare della Global Service s.r.l. si rivelano solo uno strumento volto a screditare la persona del Sindaco al fine di ottenere consensi politici nelle prossime elezioni, finendo inevitabilmente per travolgere anche il più elementare principio di democrazia e di fair play politico. Le affermazioni del Di Santo costituiscono pesanti denigrazioni rivolte allo scrivente, additato come uomo e politico privo di scrupoli. Tale modus operandi – conclude Savoia – è vergognoso e merita censura, in quanto in un Paese civile non si può tollerare che il confronto elettorale assuma connotati tali da risolversi in calunnie e diffamazioni di tale gravità e destituite di qualsivoglia fondamento storico, al solo fine di creare un danno politico alla candidatura dello scrivente e di accaparrare consensi politici in vista ed immediatamente prima delle consultazioni elettorali”.

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