Caserta

Il capitano Gianfranco Paglia in Parlamento

Gianfranco PagliaCASERTA. La folta pattuglia di casertani eletti al Senato ed alla Camera dei Deputati ha già un leader: è il Capitano dell’Esercito Gianfranco Paglia.

Medaglia d’Oro al Valor Militare, la più alta onorificenza della Nazione che, solitamente, viene assegnata alla memoria, ma nel caso di Paglia si è voluto riconoscere l’eroismo e l’altruismo dell’allora ventitreenne sottotenente della “Folgore”.

Nonostante Paglia sia un ragazzo schivo e di poche parole, il suo eroismo ha attecchito tra i giovani che lo hanno eletto a modello di lealtà, onestà, generosità, altruismo.

Ma chi è il Capitano Paglia? Gianfranco Paglia nasce a Sesto San Giovanni (MI) il 17/07/70 a Sesto San Giovanni (MI). Sposato e padre di due bambini vive a Caserta sin da giovanissimo, dove era un promettente portiere della squadra di calcio dell’AUDAX di Capua. Nel 1989 parte per svolgere il servizio di leva in Marina. Rimane per circa 20 giorni a La Spezia per il primo periodo di addestramento, il cosiddetto CAR e poi viene trasferito a Roma per i restanti 11 mesi. Nel 1990 partecipa al Campionato Nazionale della Marina Militare, come portiere. Nel 1991 risulta vincitore del 109° corso A.U.P.C.(Allievo Ufficiale Pilota di Complemento) presso l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli (NA). Viene dimesso dal corso nel marzo 1992 per aver sbagliato un esame in volo. Nel 1992 vince il 149° concorso A.U.C. (Allievo Ufficiale di Complemento) presso la Scuola Militare di Fanteria di Cesano (RM). Durante il corso fa domanda per le selezioni come Ufficiale Paracadutista presso la Scuola di Paracadutismo in Pisa, superando le prove di selezione. Si classifica 49° in graduatoria a fine corso, così scelse la destinazione: 186° Reggimento Paracadutisti Folgore in Siena, dove viene assegnato presso la 15^ compagnia “Diavoli Neri”. Il 28 maggio del 1993 parte con il contingente italiano per la Somalia nell’ambito della missione IBIS. Il 2 luglio del 1993 durante un conflitto a fuoco, presso il Check Point “Pasta” a Mogadiscio, viene colpito da 3 proiettili. Viene ricoverato presso l’ospedale militare Americano, dove i medici riescono a salvargli la vita. Purtroppo un proiettile aveva leso la colonna vertebrale tranciando di netto le vertebre C7 ‑ T1. All’allora sottotenente paracadutista della Folgore viene diagnosticata una tetraplegia. Quel 2 luglio del 1993 vi furono 3 morti e 22 feriti. Il 13 luglio 1993 rientra in Italia e viene ricoverato presso l’Ospedale Militare del Celio di Roma. Dopo una serie di indagini effettuate dai suoi familiari decide, con l’appoggio dello Stato Maggiore Esercito, che il miglior Centro di Fisioterapia era quello di Nottwill in Svizzera. Il 27 luglio 1993 viene ricoverato presso il suddetto centro. I medici, vista la gravità della lesione riportata, avvertono il Sottotenente Paglia che avrebbe dovuto permanere nel centro per almeno 9 mesi. Nel corso della lunga decenza, al Sottotenente Paglia viene insegnato ad essere autonomo in carrozzina e, dopo soli 4 mesi, viene dimesso. È stata la sua prima grande vittoria dal giorno del ferimento. Il 22 dicembre 1993 finalmente torna a casa e viene accolto con una grande festa per tutti. Il 13 gennaio del 1994 si reca a Mosca presso un centro specializzato in lesioni midollari. Per la prima volta riesce ad alzarsi in piedi, per poi riuscire a fare alcuni passi. Rientra in Italia nel maggio dello stesso anno. Nell’ottobre del 1994 durante un Giuramento presso la Scuola Militare di Viterbo, furono consegnate le onorificenze per la missione IBIS, purtroppo molte alla memoria: in quella missione morirono 11 militari, 1 crocerossina, 3 giornalisti. Durante la cerimonia Gianfranco Paglia viene insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare. Nel 1997 la svolta: viene iscritto nel Ruolo d’Onore e riprende servizio il 27 maggio presso la Brigata Bersaglieri “Garibaldi” di Caserta. Il 29 giugno 1997 parte per la Bosnia per partecipare alla missione SFOR con la sua nuova Brigata. Grazie allo Stato Maggiore ed al Generale Del Vecchio, allora comandante della Brigata bersaglieri Garibaldi, ora eletto in Parlamento nelle fila del Partito Democratico, ritorna, nonostante la carrozzina, a partecipare ad una missione “Fuori Area”. Vi rimane per 3 mesi. Nel maggio 1998 torna a pilotare un aereo con comandi per disabili, per la precisione un velivolo del tipo “SKY ARROW 450 T”, presso l’Aero Club Italia, situato nei pressi di Fiano Romano vicino Roma. Nel marzo del 1999 si reca a Vicenza per un diverso ciclo fisioterapico. Dopo 10 mesi riesce a deambulare, grazie ad un computer che trasmette impulsi elettrici a degli elettrodi applicati alla muscolatura delle gambe, dei glutei e dei paravertebrali. E’ sicuramente un palliativo, ma gli permette di stare bene. Il 2 luglio 1999, dopo sei lunghissimi anni, grazie a Barbara Brighetti, atleta numero uno del team Sector No Limits, si lancia di nuovo con il paracadute, in tandem naturalmente. Presta servizio presso la Garibaldi insieme alla quale avrebbe dovuto partecipare alla missione “Leonte 4” in Libano, ma l’elezione alla Camera dei Deputati lo ha impedito. Probabile il suo inserimento nella Commissione parlamentare della Difesa, così promesso da Gianfranco Fini, ed in questa veste lo vedremo in Libano dove lo aspettano centinaia di amici e commilitoni.

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