Campania

Trapianti, protesta della associazioni campane

Centro Nazionale TrapiantiNAPOLI. Una riunione tenuta nel pomeriggio di ieri pomeriggio indetta dall’Alto Comitato di Programmazione per i Trapianti al Centro Direzionale di Napoli, presso l’Assessorato alla Sanità della Regione Campania, si trasforma in una protesta molto forte da parte delle Associazioni dei Trapiantati contro l’organizzazione regionale che si interessa delle donazioni di organi.

L’occasione era quella di dare vita alle “XI Giornate Nazionali per la Donazione di Organi” che si terranno dal 4 all’11 maggio prossimi su tutto il territorio nazionale, ma la forte crisi che attanaglia l’intero “sistema trapianti” in Italia ed in Campania, ha fatto sì che la protesta venisse fuori in tutte le sue sfumature. Sul banco degli imputati il presidente dell’Alto Comitato, il dirigente regionale Antonio Gambacorta, che in verità fa da parafulmine ad una situazione che ha origini certamente profonde, su tutte le attività dei Centri di Rianimazione che in Regione Campania sono stati individuati per svolgere espianti.

Forti le accuse proprio nei confronti dei Centri di Rianimazione che a detta di alcune delle Associazioni presenti all’incontro, non rispondono ai propositi della legge, impegnandosi al minimo nell’attività di promozione all’espianto, la polemica si fa rovente poi, quando le stesse Associazioni, in modo particolare l’ANTE e l’ATOM,chiedono lumi sui fondi regionali elargiti proprio alle Rianimazioni per questa attività. Unico vero problema della riunione è che alla stessa mancano del tutto i Coordinatori Locali delle Rianimazioni, presso le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere della Campania, non una sola presenza, mentre sono presenti in forza i Referenti delle ASL per la raccolta delle dichiarazioni di volontà alla donazione, che in verità non hanno alcun “potere” sugli espianti, me che comunque, senza fondamento alcuno, vengono trascinati nella polemica.

Alla fine si chiude con un momento di tregua, grazie anche all’impegno del Responsabile Regionale, il dottor Maurizio Di Mauro, direttore sanitario presso il S.Giovanni Bosco di Napoli, che riesce a riportare l’incontro nei giusti canali e a rilanciare l’idea dell’organizzazione dell’evento promozionale di inizio maggio. Il problema comunque resta sul tappeto e non è di poco conto, visto che in Italia le donazioni di organi e tessuti sono calate in modo rilevante nel 2007. I dati per il 2007, anche se non ancora definitivi, sono chiari, nel 2006 i donatori effettivi in Italia sono stati 21,6 per milione di persone, nel 2007 si è scesi a 20,7. Dati molto lontani da quel 34 per milione che aveva fatto fare un balzo da gigante alla nostra nazione agli inizi del 2000.

Davanti a tutti la Toscana con i suoi 42,3 donatori per milione di abitanti, seguita dal Veneto con 33,1, resta dietro la Campania che è a 10,5 donatori per milione di abitanti, contro il 2006 con l’11,8 ed il boom degli anni precedenti del 12. In coda la Puglia (9,6), la Basilicata (8), la Calabria (7,8) e la provincia autonoma di Bolzano (2,6). Sono cresciute anche le opposizioni alla donazione che passano al 31,5 % nel 2007, contro il 27,9 % del 2006, un dato che dice in modo forte che gli italiani non sono proprio del tutto disponibili alla donazione, quanto emerge poi nella provincia di Bolzano è da segnalare , qui il 66,7% della popolazione dice no alla donazione. Certo è che la scarsità di donatori sta provocando su tutto il territorio nazionale l’allungamento delle liste di attesa di quanti vivono nella speranza di un trapianto che in Italia nel 2007 erano 9.511.

Prima di Natale, il Governo aveva comunque esaminato il problema e disposto uno stanziamento di ben 9 milioni di euro per “fare di più” in materia, si attendono ora gli impegni concreti e consequenziali a questa azione economica, fino ad oggi silenti, forse anche per una forte crisi politico-organizzativa dello stesso Centro Nazionale Trapianti che governa la specifica materia. In conclusione probabilmente bisognerebbe andare a rimettere mano alla tormentatissima Legge 91/99, superando il problema dell’assenso al trapianto e magari fare le scelte forti di altre nazioni tra cui la vicina Spagna, che da anni effettua trapianti senza le preventive autorizzazioni dell’eventuale donatore o dei familiari più vicini.

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