Caserta

Le proposte dei Giovani Commercialisti casertani al prossimo Governo

Raffaele MarcelloCASERTA. “Contribuire all’affermazione di una nuova classe dirigente giovane, che riconosca nel merito e nella competizione i mezzi di selezione del talento.

Ricercare la presenza dei giovani nelle Istituzioni attraverso rigidi meccanismi di rotazione degli incarichi apicali;sostenere un modello di equilibrio tra i principi di concorrenza e mercato ed i valori di adeguata formazione e professionalità; scoraggiare le rendite di posizione che condizionano negativamente la competitività del Paese; facilitare, attraverso l’attribuzione di un equo compenso, l’accessibilità alla professione dei tirocinanti; riformare il sistema tariffario, con la previsione di tariffe massime per le prestazioni riservate e la revisione periodica dei minimi, cui ricorrere solo in caso di mancata determinazione consensuale delle parti, lasciando in tal modo la possibilità della libera contrattazione del prezzo”. Sintetizza così, il sammaritano presidente nazionale dell’Unagraco (Unione nazionale giovani commercialisti ed esperti contabili) Raffaele Marcello, i punti essenziali del documento programmatico stilato nei giorni scorsi a Roma nel corso della conferenza dal tema “professioni e politica, sinergie al servizio di tutti”. Documento che sarà sottoposto inoltrato al prossimo Governo del Paese. “I liberi professionisti sono da anni nel mirino di forze politiche, di Confindustria e di organizzazioni sindacali che, per motivi diversi, ma convergenti, si sono prefissate di scardinare l’attuale sistema delle professioni. Gli ordini professionali costituiscono un valore essenziale del Paese e vanno incentivati in una crescita moderna e competitiva. In tale contesto i giovani commercialisti credono nel ruolo della politica quale indispensabile portatore delle esigenze della società civile ma ne avvertono, oggi più che mai, la distanza dalle loro concrete necessità. Non basta una riforma legislativa; occorrono politiche per le professioni e dalle professioni in tutti i campi, superando antistoriche frammentazioni in quanto il Paese ha bisogno del contributo di governo dei ceti produttivi e innovativi. L’auspicio è che, nella ricorsa al consenso elettorale non si perda la necessaria attenzione ai professionisti che chiedono prima di tutto infrastrutture moderne e una maggiore efficienza della pubblica amministrazione. È in quest’ottica che i giovani commercialisti si propongono il duplice obiettivo di impegnare le forze politiche affinchè riconoscano i professionisti italiani, quale ‘parte sociale’ a tutti gli effetti e favoriscano il rilancio del ruolo dei professionisti nel sistema economico, nel pieno rispetto delle funzioni ordinistiche”.Marcello conclude: “Al momento purtroppo troppo poco traspare dai programmi elettorali diffusi, ciononostante sarebbe utile non disperdere gli scarsi elementi condivisi dalle forze politiche, che in ogni caso sarebbero da attuare con qualsiasi governo”.

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