Aversa

Preparavano aggressione: arrestati tre ultras aversani

 AVERSA. Una decina di facinorosi voleva assaltare l’autobus del Pomigliano nell’immediata vigilia della partita di domenica sul campo amico. Per loro, grazie alla solerzia della polizia aversana, una dura condanna a sei mesi di reclusione con la condizionale ed un anno di stadio interdetto.

Questa la pesante pena alla quale sono stati condannati, con rito direttissimo dinanzi al giudice della sezione distaccata di Aversa del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dopo una notte trascorsa nelle camere di sicurezza del commissariato (che, per ironia della sorte, è ubicato a pochi metri dallo stadio aversano) tre giovani ultras dell’Aversa Normanna arrestati dai poliziotti nell’immediata vigilia della partita casalinga con il Pomigliano d’Arco, nei pressi del campo “Rinascita”. Per loro l’accusa di “concorso in possesso di strumenti atti ad offendere”; un reato previsto dalla particolare normativa che detta le misure preventive contro il fenomeno della violenza nelle competizioni calcistiche.

A finire in manette, domenica pomeriggio, intorno alle 14.20, un ventiduenne, S.D.C. e due ventenni: F.F. e G.V., tutti aversani, di cui due con piccoli precedenti per furto. Da evidenziare che l’episodio non ha influito minimamente sull’andamento dell’incontro che ha visto i tifosi aversani comportarsi in maniera civilissima, nonostante qualche comportamento tutt’altro che irreprensibile da parte dei giocatori ospiti nei confronti della tifoseria normanna. Poco più di una decina, tra l’altro, i supporter della squadra partenopea. Che la partita fosse a rischio, infatti, erano in molti ad ipotizzarlo. All’andata, infatti, i tifosi aversani furono maltrattati sugli spalti, mentre in campo, quando gli aversani conducevano l’incontro per tre reti a zero, a meno di venti minuti, iniziarono scontri duri che provocarono la frattura ad una gamba al centrocampista Ulisse Di Pietro (che è ancora in convalescenza) e dei punti di sutura al capo al fantasista Enrico Buonocore. Nell’occasione, il medico sociale granata fu fatto bersaglio di sputi ed insulti. Inoltre, al Pomigliano furono concessi tre rigori discussi di cui due trasformati. Il match terminò, per la cronaca, con un pareggio (3-3).

Con questi precedenti, il dirigente del commissariato aversano Antonio Sferragatta aveva dato vita ad un piano articolato per evitare scontri. In particolare, previsto un servizio di volanti lungo il percorso che avrebbe dovuto compiere l’autobus dei napoletani. Proprio gli occupanti di una di queste volanti hanno notato un gruppo di giovani che si muoveva con fare sospetto nei pressi del bar posto tra viale Europa e via Caruso, a pochi metri dal “Rinascita”. Mentre tre venivano controllati dai poliziotti, altri si allontanavano alla chetichella presso lo stadio. Vicino ai tre una scatola di cartone con dentro nove tubi di plastica dura che gli arrestati hanno ammesso fosse loro. I giovani hanno anche dichiarato che facevano parte di un gruppo più ampio composto da una decina di persone che intendevano aspettare l’autobus dei pomiglianesi per dare loro una lezione.

L’incontro si è, comunque, svolto nella massima tranquillità con i tifosi che hanno, di fatto, accolto l’appello del presidente Giovanni Spezzaferri che, alla vigilia dell’incontro aveva dichiarato: “Il pubblico aversano è un pubblico che si è sempre comportato in maniere civile, sia in casa, sia in trasferta. Come società abbiamo subito pochissime sanzioni da parte della giustizia sportiva, probabilmente siamo quella che ne ha avute di meno. Credo che in occasione dell’incontro con il Pomigliano i nostri tifosi dimostreranno, ancora una volta, il loro attaccamento ai colori granata e la loro correttezza”.

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