Italia

Veltroni, un uomo “pacatamente, serenamente” moderato

Walter Veltroni ROMA. Come dice Crozza: “…pacatamente, serenamente…”. Questo l’atteggiamento di Walter Veltroni ieri sera da Bruno Vespa. Molto cambiato politicamente, molto moderato, fuori dagli schemi dell’Italia dei ‘No’, più propenso a cambiare il Paese con infrastrutture che diano rilancio al tempo perso.

Un Veltroni che prende le distanze da quei partiti che da anni si chiudono dietro i ‘No’ ed hanno bloccato l’ammodernamento dell’Italia schierandosi contro Tav, centrali nucleari, rigassificatori, termovalorizzatori e, in certi casi, perfino contro le energie alternative, accusando impianti eolici di “deturpamento ambientale”. Insomma, un Veltroni che è piaciuto, molto coerente nei suoi ragionamenti, perfetto nell’evitare giudizi sull’avversario. Ho apprezzato il suo discorso, ancor di più quando ha detto: “…gli operai e gli imprenditori sono un’unica cosa, insieme costruiscono il futuro di un azienda, l’imprenditore non dorme la notte perché ha contratto un mutuo in banca per mandare avanti la sua azienda. Operai e imprenditori vanno tutelati entrambi perché sono la ricchezza del Paese”. Sante parole quelle del segretario del Pd, il quale ha esplicitamente dichiarato che bisogna lottare per eliminare il precariato ma sostenere la flessibilità del lavoro. Come si guarda ai giovani, allo stesso tempo bisogna guardare ai cinquantenni che perdono il lavoro e non sanno dove sbattere la testa per trovarne un altro. Gli argomenti trattati da Veltroni danno la visione di una tendenza ben diversa dai tempi del Pci. Anche sulle candidature ha sponsorizzato il ricambio generazionale della politica. C’è una cosa che vorrei sottolineare: in molti casi, soprattutto al sud, il Pd incontra grandi difficoltà proprio sulle candidature, la carenza sta proprio lì. Il Pd è nato dalla testa andando verso la coda, in molte realtà locali c’è smarrimento, perché esiste ancora contrapposizione all’interno del partito tra le due anime fondatrici, ovvero Ds e Margherita. Pur apprezzando notevolmente le parole candidato premier, girandomi intorno, guardando bene in faccia la mia realtà locale, mi sono reso conto che le sue parole sono belle, ma la realtà è ben diversa. La strada imboccata è importante, tuttavia bisogna evitare personalismi che possono compromettere la scelta di correre da soli, quei personalismi sono presenti nelle realtà locali, vanno debellati scegliendo uomini nuovi al posto del passato arrugginito e personalistico. Leggevo giorni fa che il segretario regionale del Pd in Campania, Iannuzzi, avrebbe chiesto a Veltroni una deroga per la candidatura di Ciriaco De Mita, mentre lo stesso Veltroni avrebbe chiesto a De Mita di fare un passo indietro. Ebbene, questi sono i segnali che il Pd deve lanciare all’elettorato: un cambiamento di uomini per rimodernare il Paese, senza guardare in faccia a niente e a nessuno. Credo che se Veltroni sarà coerente con questo suo atteggiamento, la gara tra i due partiti maggiori è più che aperta.

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