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Ciad: ribelli lasciano la capitale, ma tensione resta alta

un soldato ciadianoCIAD. Non è chiaro se abbiano subito una sconfitta oppure sia davvero, come affermano, una ritirata strategica per offrire alla popolazione la possibilità di scappare e poi sferrare l”attaccodefinitivo.

Sta di fatto che la scorsa notte i ribelli del Ciad hanno lasciato la capitale N’Djiamena, dove in questi giorni avevano preso d’assedio il palazzo presidenziale. Il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, si è dichiarato allarmato per la pericolosa situazione venutasi a creare nello stato dell’Africa centrale, dove si registrano 285mila rifugiati e 180mila sfollati nella parte orientale. Moon rivolge un appello alle parti affinché cessino immediatamente le ostilità e si impegnino in un dialogo che possa evitare altri spargimenti di sangue. Un invito anche ai paesi confinanti a rispettare l’inviolabilità dei confini internazionali e a impedire che qualsiasi incursione sia lanciata dal loro territorio. Tra i destinatari dell’invito, rivolto anche dagli Usa, ci sarebbe, in particolare, il Sudan che, secondo il governo ciadiano guidato a Idriss Deby, appoggerebbe l’azione dei ribelli allo scopo di impedire il dispiegamento della forza di pace europea (Eufor) nella zona orientale del Ciad e chiudere qualsiasi “finestra” sul Darfur, regione occidentale del Sudan, al confine con il Ciad, dove è in atto dal 2003 una sanguinosa guerra civile. Ieri sera si è riunito d’urgenza anche il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Intanto sono giunti a Parigi i 202 stranieri evacuati dal Ciad sabato scorso. In totale la Francia ha finora evacuato936 persone, tra cui 21 italiani, inizialmente trasferiti nella vicina nazione del Gabon.

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