Caserta

Appia, caro De Franciscis regalaci “una rotonda sul male”

Strada Provinciale AppiaCASERTA. Tempo di Sanremo, tempo di ricordi canori di varia provenienza, ma anche tempo per cantare qualche canzoncina al nostro presidente della Provincia di Caserta, Sandro De Franciscis, che ci esortava tempo fa a dare la colpa proprio a lui.

Sulla Strada Statale Appia 7 bis, all’altezza del trivio che porta a Capua, esattamente in località Cdr e nuovo carcere di San Tammaro, o dovremmo dire di Santa Maria Capua Vetere, nel triangolo quindi tra Marcianise-Santa Maria Capua Vetere-San Tammaro, dopo i lavori per la realizzazione della Metropolitana e quindi la messa in opera dei ponti che dovrebbero rinverdire i fasti della Ferrovia Alifana, si sperava che sorgesse una bella rotonda su questo incrocio maledetto e pericolosissimo. Nulla da fare, nonostante la zona abbia avuto un suo incremento di presenze e traffico. Un incremento non certo positivo, visto che si è arricchita di quello che doveva essere un luogo dove eliminare i rifiuti, i tanto famigerati Cdr, ma che i rifiuti trasforma solo materialmente, visto che da sciolti li trasforma in balle, che neanche “eco” sono e che riesce poi ad inondare tutta l’area dei suoi nauseabondi profumi e di un bel carcere, protesi moderna del vecchio carcere di Santa Maria Capua Vetere, che anche in questo caso non è certo luogo di belle speranze. Tuttavia l’auspicio era che da tutto questo male nascesse almeno una rotonda che potesse imbracare il pesante traffico che arriva da Capua, da Santa Maria Capua Vetere e da Marcianise. Un “rotonda sul male” che fosse capace di dare sicurezza alle migliaia di automobilisti, pedoni (ci sono anche quelli), ciclisti, agricoltori, gente che lavora, che quotidianamente è costretta a misurarsi non solo con la pericolosità dell’incrocio, ma anche con l’audacia dei tanti spericolati loro colleghi automobilisti da strapazzo. Luogo di incidenti in cui vi sono state perdite di vite umane e gravi conseguenze di salute per quanti sono rimasti vittime. Bene, ora crediamo di rivolgerci, speriamo in forma giusta, proprio a Sandro De Franciscis: caro presidente, regalaci “almeno” una “rotonda sul male”, prima che sia troppo tardi. Con immutata stima.

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