Italia

Il fallimento della laicità

Protesta contro il PapaNon è ammesso che in democrazia non ci sia dialogo, soprattutto perché viene meno il confronto tra idee diverse.

Il boicottaggio della visita del Papa all’università “La Sapienza” di Roma, mette in discussione la libertà di espressione, mietendo quello che deve essere lo spirito costruttivo di una società, che piano piano sta diventando multietnica. La facoltà di Scienze doveva ascoltare la voce che veniva dal mondo cattolico aprendo un confronto diretto con il Capo della chiesa. Nascondersi dietro il veto della laicità non è servito a nient poiché infrange quel corretto rapporto che deve instaurarsi tra culture diverse. Le idee altrui anche se non condivise, vanno ascoltate, poi, ognuno è libero di valutarne i punti positivi o negativi di quel confronto, ma impedire che qualcuno possa esprimersi, lascia perplessi anche gli stessi laici. Un esempio molto semplice: l’Italia ormai si avvia verso culture religiose diverse tra di loro, anche se il fine è sempre lo stesso poiché di mezzo c’è sempre l’adorazione verso un Dio o un simbolo, ed ognuno la interpreta diversamente, ciò non vuol dire che si spezzi il confronto tra culture religiose diverse.

Uno può benissimo non credere in qualcosa o in qualcuno ma ha il dovere di ascoltare e di essere ascoltato. Quello che è successo nell’università romana non è altro che un vizio di forma che si sta diffondendo nella nostra società. È inammissibile questo comportamento perché nessuno ti costringe ad ascoltare, sei libero di sentire o non sentire, ma sincerarsi dietro l’offesa alla laicità dell’università è l’affermazione più stupida che abbia mai ascoltato. Se incontro un musulmano per strada certamente io non riuscirò mai a convincerlo ad abbandonare la sua religione, a sua volta il musulmano non riuscirà a convincermi ad abbandonare la mia, ma insieme, aprendo un confronto tra le diverse forme di religioni, possiamo iniziare un dialogo costruttivo per il bene della nostra convivenza. La scienza fa un lavoro meritevole per le società, certamente non può nascondendosi dietro il veto della scienza, per costringere chiunque ad accettare cose che possono sembrare inopportune. Faccio un esempio: se dopo lunghi studi la scienza porta a conoscenza dell’umanità di avere studiato o scoperto che si può costruire un uomo con la bomba atomica in corpo, certamente avrà dall’altro lato molte contestazioni, per la scienza invece significa un traguardo eccezionale, se non si apre un confronto tra le due parti, non si riusciranno mai a capire i vantaggi e gli svantaggi di quella scoperta. Se ciò che si è scoperti può nuocere una società, la scienze deve essere pronta, attraverso il confronto, ad ammettere che la scoperta non porta nessun beneficio per i popoli, oppure la stessa scoperta, va ad intaccare certi equilibri esistenti in quella società. Viceversa chi contesta deve capire i punti negativi o positivi della scoperta, senza costringere chi ha scoperto a sentirsi umiliato per il lavoro che ha fatto. Tutto ciò si ottiene attraverso un confronto serio e costruttivo, soltanto così si può comprendere i vari passaggi del lavoro della scienza. Si deve costruire una società che sappia convivere con culture ed idee diverse, altrimenti si rischia di costruire un sistema di restrizioni e nient’altro. I giovani universitari romani hanno esultato in segno di vittoria dopo aver appreso della rinuncia del Papa, purtroppo quello che è successo non è altro che la sconfitta della laicità, dimostrando di non essere disposta a confrontarsi con nessuno che la pensi diversamente da loro.

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