Campania

A San Nicola convegno sull’emergenza rifiuti

lo UttaroSAN NICOLA LA STRADA (Caserta). Il convegno sull’Emergenza Rifiuti tenuto a San Nicola la Strada, a cui hanno partecipato esponenti delle associazioni ambientaliste e del Comitato Emergenza Rifiuti, ha messo in luce lo stato di completo degrado ambientale in cui versa il nostro territorio”.

Lo afferma l’esponente del Comitato ambientalista Antonio Roano, che continua: “L’inefficienza del sistema di raccolta differenziata ha causato l’abbandono da parte di molti abitanti perché hanno visto che i camion durante le operazioni di prelievo mescolavano di nuovo tutto. Non dobbiamo commettere questo errore in quanto non possiamo permetterci, come cittadini, di lasciare alcun alibi ai nostri amministratori, dimostrando loro che, se le cose non funzionano, la colpa ricade nell’incapacità di governo. Il servizio di raccolta e di spezzamento è di competenza della ditta Jacta Iacorossi, che lo ha avuto in affidamento dall’Unione di Comuni Calatia, ente costituito apposta per gestire il servizio per San Nicola, Maddaloni e San Marco, che si è rivelato l’ennesimo inutile carrozzone clientelare con gli inevitabili ulteriori costi a carico dei cittadini. Dai dati di Lega Ambiente sui comuni riciclanti, si rileva che il comune di Pontecagnano Faiano in provincia di Salerno, 23.000 abitanti come San Nicola, dal 2004 ha iniziato la raccolta con il sistema porta a porta, giungendo nel 2006 ad una percentuale di Raccolta Differenziata che supera il 55%. Eppure si trova in Campania, nella stessa Regione ove tutti si lamentano dell’emergenza rifiuti e dei cumuli maleodoranti e putrescenti per strada! Ricordo che a San Nicola, nelle due amministrazioni Pascariello , fino al giugno scorso, sono state lanciate diverse campagne per la raccolta differenziata, tutte con un errore di fondo: non prevedevano la raccolta dei rifiuti porta a porta, diversamente da quanto indicato dalle associazioni ambientaliste che, di loro iniziativa, hanno sempre offerto la loro disponibilità per lo sviluppo di un processo corretto, senza mai essere state prese in considerazione. Eppure, in un incontro del giugno scorso, il dirigente della Jacta Iacorossi, aveva dichiarato, ad una mia precisa domanda, che l’umido sarebbe stato conferito ad un impianto calabrese e che le associazioni e i comitati avrebbero avuto accesso a report periodici per dimostrare l’andamento positivo del servizio. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con cassonetti depositati dietro il cimitero e tutt’oggi ricolmi di rifiuti. L’amministrazione, nel frattempo, paga un ulteriore onere sempre a carico dei contribuenti, in quanto, come dichiarato dal sindaco, per la situazione di emergenza è possibile portare in discarica solo 70 kg di rifiuti ogni 100 kg prodotti. Il conto dell’inefficienza è presto fatto: con una raccolta differenziata porta a porta, solo per l’umido si sarebbe scalato un peso del 45%, portando così al 55% il quantitativo da conferire, avendo quindi a disposizione per un ulteriore conferimento addirittura un margine di altri 15 kg. Sollecitiamo quindi l’amministrazione a non nascondersi dietro un dito e a riorganizzare il servizio utilizzando il metodo appropriato. Si otterrebbe così uno sconto sull’iniquo balzello della TIA che l’amministrazione sannicolese, in anticipo rispetto agli altri comuni, fin da quest’anno ha adottato, caricando sui bilanci delle famiglie un incremento del 130% del costo da sostenere per la raccolta dei rifiuti. Si rende necessario anche individuare finalmente il suolo ove ubicare l’isola ecologica, inevitabile per la raccolta almeno dei rifiuti ingombranti, per il quale da un anno l’amministrazione sta effettuando la ricerca. Il Comitato Emergenza Rifiuti come sempre si rende disponibile ad un confronto costruttivo con l’amministrazione, i partiti e le associazioni, nell’ottica di giungere finalmente ad ottenere un servizio degno di una città europea del XXI secolo lasciandoci alle spalle una situazione che, invece di farci conoscere nel mondo per la nostra storia e le nostre tradizioni, ci porta gravi danni alla salute e ci fa additare da tutti come esempio di inefficienza e arretratezza culturale e sociale”.

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