Succivo

Trafugati due “angeli” dalla chiesa della Trasfigurazione

particolare della chiesa della TrasfigurazioneSUCCIVO. Amanti d’arte, zingari o “amici” sono ancora una volta i protagonisti e fautori di furti che assalgono la preziosa parrocchia della Trasfigurazione di Succivo. Lo scorso inverno venne rubata la porticina dinanzi al tabernacolo nella cappella del Santo Patrono. Si tratta di una pezzo di bronzo settecentesco.

Per non parlare di oggetti scomparsi e non più ritrovati. Oggi si scopre un nuovo furto: rubati due dei quattro angeli laterali in legno rivestiti d’oro zecchino autentico che facevano da ornamento alla base portante della statua patronale in processione. Si pensa che ciò sia avvenuto nella veglia notturna tra il 31 ottobre e il 1 novembre. La parrocchia è rimasta aperta per l’accoglienza dei fedeli per l’adorazione nella cappella omonima. L’organizzazione, come sempre, prevedeva la turnazione dei gruppi parrocchiali. Possibile che nessuno abbia visto nulla? Le domande dei fedeli sono tante e dettate dalla rabbia e sgomento. E spesso, proprio dai fedeli, si sente dire un proverbio antico: “Chi ti conosce ti apre”. Ma noi a ciò non vogliamo neanche pensarci e di fronte a tante supposizioni non si hanno prove certe. L’unica certezzaè la chiesa incustodita. C’è un sagrista cheperò è avvilito da tanti compiti e responsabilità e dal quale non si può pretendere tutto. La chiesa gode di circa trenta gruppi: che si organizzino uomini di buona volontà (e sappiamo tutti che a Succivo non mancano) per la vigilanza, almeno avrebbero un senso valido, evitando la classica via del bigottismo routinario, spesso distruttrice di anime e creatrice di apparenze. In parrocchia, infatti,vi si può accedere facilmente esi può agire con tutta tranquillità, uscendo comodamente senza alcun sospetto. Inoltre, vi sono diversi ingressi, conosciuti da tutti, da dove si può agire in modo strategico con la sicura astuzia di “pali” e “operanti”. Ora basta. Succivo ha il diritto di tutelare con austera gelosia le antiche preziosità sacre che conserva e non può mettere al repentaglio valori artistici appartenenti alla storia e alle tradizioni del luogo. Le nuove generazioni non potrebbero mai apprezzare l’affetto e il forte legame dei succivesi di “terza età” nei confronti di ogni singolo oggetto che fa parte della storia, della vita, del percorso che essi riservano. C’è solo e sempre un forte rammarico e dolore per la perdita, poco a poco, di un pezzo di storia locale che viene fatto svanire a causa di questi insensibili atti vandalici. Cari amici e compaesani, bisogna apprendere dalla storia e tradizioni di un popolo quel che sarà, ma se gradualmente tutto viene distrutto saremmo circondati da insignificanti mura moderne.

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