Orta di Atella

Scippa una donna, viene seguito e investito

 ORTA DI ATELLA. Scippa la borsa ad una donna e, mentre scappa, viene travolto da una vettura e si schianta al suolo. Ora è grave all’ospedale. E’ successo ieri mattina.

Erano circa le nove e trenta. La signora Maria Iovinella, una quarantenne, era in bici. Percorreva via Manzoni: evidentemente era andata a fare compere. Un Piaggio Free le si avvicina. Il giovane in sella allo scooter, con il volto scoperto e dunque senza casco, tenta di strapparle la borsetta. La donna oppone resistenza: non molla. Ma la tenacia del ragazzo, Ciro Di Maio, 25enne di Frattamaggiore, è più forte. La bici si rovescia, la donna cade. Il 25enne la trascina per qualche metro, fino a quando la quarantenne non lascia la presa, perché sfiancata dal dolore. Il giovane si dà alla fuga. Intanto a soccorrere la vittima dello scippo si ferma un 44enne, certo F.C., imprenditore di Orta di Atella ora in pensione. L’uomo è a bordo di una Y 10. Non scende dalla vettura: chiede alla donna cosa sia successo e, nemmeno il tempo di ascoltare tutto l’episodio, si lancia all’inseguimento dello scippatore. Una corsa nella direzione del Free, che dopo pochi minuti compare all’orizzonte. Era ormai alle costole del ragazzo quando l’auto si ribalta. Uno scontro con il cordolo della strada e la Y 10 si capovolge su se stessa e, nell’impatto, colpisce in pieno lo scooter. Una scena da film ma, come spesso accade, la realtà si è rivelata più tragica di qualsiasi fiction cinematografica. Il quarantenne resta illeso. Ma a pochi metri, sull’asfalto, si nota il corpo del 25enne. Il giovane, infatti, dopo l’impatto, ha fatto un balzo in aria ed è rovinato in strada poco lontano. Una macchia di sangue copre il suo viso e gran parte del corpo. Immediatamente sono arrivati i medici del 118 che hanno portato il giovane in ospedale. Al pronto soccorso del “San Giuseppe Moscati” di Aversa le condizioni di Di Maio sono sembrate subito gravi. Una ferita profonda al cranio e il viso completamente tumefatto, tanto da rendere irriconoscibile il giovane, hanno allarmato i medici che hanno richiesto il suo trasferimento. In prognosi riservata, il giovane è stato poi trasportato all’ospedale “Rummo” di Benevento. Intanto al pronto soccorso del nosocomio della città normanna sono arrivati il padre e i fratelli del giovane in coma. Questi, in attesa di notizie, hanno avuto uno scambio di battute con i carabinieri, intervenuti sul posto e presenti all’ospedale per piantonare il 25enne. Nel mentre la signora M. I., la donna scippata, era già stata dimessa dallo stesso nosocomio. Per lei la prognosi è di 30 giorni. I medici le hanno curato le ferite riportate durante la caduta e il trascinamento. Una frattura al gomito destro e un trauma cranico contusivo: questa la diagnosi della 40enne. Il giovane continua a lottare tra la vita e la morte. Quello scippo gli è costato caro. La ricerca di un guadagno facile potrebbe essere stato per lui un affare fallimentare. Per Ciro Di Maio, nato in Germania e residente a Frattamaggiore, non è certo quella di ieri la prima volta che ha infranto la legge. Precedenti penali specifici lo avevano già reso un volto noto alle forze dell’ordine. Ma ieri per lui è stata una giornata sfortunata. Il senso civico di un cittadino, un uomo qualunque che si è fermato a prestare soccorso, lo ha incastrato. Il 44enne F. C. infatti, sprezzante del pericolo, ha cercato di acciuffare lo scippatore. Ci ha messo tutta la sua buona volontà. Ha rincorso lo scooter. Lo stava fermando, ma ecco l’impatto. La ruota della Y 10 è urtata al cordolo e si è ribaltata. Nessun atto volontario: solo la casualità ha voluto che l’auto si ribaltasse proprio sullo scooter.

L’episodio di ieri riporta alla memoria uno analogo del 30 luglio scorso, a Casaluce. Erano le 12 circa quando Agostino Tozzi, fratello dell’ex consigliere dello Sdi Armando, imprenditore edile di Casaluce, usciva dalla filiale del Banco di Napoli in corso Vittorio Emanuele. Pochi passi e venne raggiunto da due uomini in sella ad una moto. Questi, con il casco integrale, piantarono il mezzo davanti all’imprenditore 51enne e, sotto la minaccia della pistola, si fecero consegnare tutti i soldi, 5mila euro che l’uomo aveva prelevato qualche minuti prima dalla banca. I rapinatori, poi, si diedero alla fuga. Ma a pochi metri si scontrarono con una Fiat Idea. I due malviventi caddero dalla moto e dall’auto uscì il figlio dell’imprenditore appena rapinato. Una fatalità probabilmente, uno scontro fortuito ma, allora, non si esclude nemmeno la possibilità che il padre, appena rapinato, avesse raggiunto il figlio telefonicamente e che il giovane stava proprio recandosi dal padre per soccorrerlo. Lo schianto fermò la corsa sia del giovane che dei due rapinatori, che pare avessero azzardato un’inversione ad U sul Corso per evitare di incappare nei carabinieri, che intanto sopraggiungevano sul posto a sirene spiegate. Ma l’azzardo lo pagarono amaro: furono fermati dal figlio della loro vittima. Sia i malviventi che Nicola Tozzi, il figlio 25enne della vittima della rapina, furono portati all’ospedale per alcune ferite riportate durante l’impatto. Poi, Salvatore Caianiello e Luigi Di Grazia, entrambi napoletani di 48enni, furono arrestati e i militari sequestrarono una pistola a salve senza il tappo rosso calibro 7,65 e la moto, una Hornet 900, con la quale i due malviventi avevano agito. Certo l’episodio di ieri ha assunto caratteristiche di gran lunga più gravi e di sicuro la scena dell’impatto è stata di maggiore spettacolarità, ma una linea rossa pare essere evidente: la casualità ha voluto che un incidente mettesse fine ad un avvenimento criminoso.

dal Corriere di Caserta, domenica 04.11.07 (di Luisa Conte)

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