Carinaro

Impreco, il gip: Giangrande resti in cella

Polo TessileCARINARO. Molti distinguo, qualche spiegazione che ha diradato le ombre e qualche altra che le ha lasciate inalterate. E un primo abbozzo della situazione processuale prossima ventura che vedrà, pare di capire, una parte delle imprese che aderiscono al consorzio Impreco schierate contro quello che fu l’aministratore delegato, Luigi Giangrande.

Polo TessileNelle diciannove pagine che compongono la decisione del gip Egle Pilla sulle istanze di revoca delle misure cautelari, è raccontata – sia pur in sintesi – la verità vista dagli indagati. E tra questi c’è chi resta fortemente sospettato di aver scientemente incamerato i contributi pubblici destinati alla realizzazione del polo della moda e delle calzature, a Gricignano e Carinaro; e chi ha visto ridimensionare l’ambito della propria responsabilità penale. Le motivazioni danno conto del percorso logico del giudice, seguito incrociando la lettura degli atti d’indagine con le dichiarazioni rese dagli indagati nel corso degli interrogatori di garanzia. Il risultato è stato che Luigi Giangrande, ex amministratore delegato di Impreco, resta in carcere. Attenuate le esigenze cautelari per gli altri imprenditori sospettati di aver architettato con Giangrande la truffa ai danni dello Stato, al fine di incamerare illegittimamente i contributi dell’accordo di programma: Achille Pagano (difeso dall’avvocato Giovanni Cantelli), Domenico Di Martino e Leonardo Marzocchi. Arresti domiciliari anche per Umberto Colonna (difeso dagli avvocati Paolo Trofino e Alfredo Marrandino), il funzionario del Banco San Paolo-Banconapoli che il 28 e 30 giugno del 2004 autorizzò il girofondi tra i conti dei consorziati, simulando una disponibilità – sia pur temporanea – di denaro per tutte le imprese di Impreco. Parziale revoca del divieto di dimora per gli imprenditori Felice Gravino, Giuseppe Giusti, Agostino Virgilio, Maria Rosaria Illiano, Raffaele D’Angelo, Gennaro Cassandro, Gennaro D’Alessandro, Vincenzo Mazzola, Raffaele Coscione, Angelo Di Martino, Vittorio Martire: potranno allontanarsi dal comune di residenza per andare al lavoro in azienda. Revoca totale della misura cautelare (sempre l’obbligo di dimora) per Monica Fedele e Ciro De Luca. Quest’ultimo, che era subentrato a Giangrande per una breve reggenza del consorzio dopo i primi accessi della Guardia di Finanza, aveva rilevato le irregolarità della gestione precedente e avviato le procedure per la salvaguardia dei finanziamenti e degli investimenti, prendendo ufficialmente le distanze dall’ex amministratore. Sono state rigettate, infine, le richieste di revoca degli arresti domiciliari presentate da Emilio Di Martino (motivate con i gravi motivi di salute, per i quali è stato chiesto un supplemento di certificazione) e dell’obbligo di dimora per Andrea Mazzella, Nicola Vitale e Gennaro D’Ambrosio.

Il Mattino (ROSARIA CAPACCHIONE)

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