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Champions: Milan in crisi, Lazio tiene testa al Real

La carezza-schiaffo del tifoso scozzese a Dida, che poi fa una sceneggiataA Glasgow piove a dirotto, ma per il Milan piove sul bagnato. I campioni d’Europa, infatti, sono battuti dai Celtic al ’90 dopo una gara molto fisica e su un campo pesantissimo.

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I rossoneri mostrano tutti i loro limiti. Questa volta è ancor più grave, poiché la sconfitta arriva sul terreno preferito, la Champions Leugue. Da domani allenatore e la società non potranno più dire che esiste un Milan di campionato e uno d’Europa. Carlo Ancelotti s’affida all’esperienza e mette in campo il “suo gruppo”. Dieci undicesimi della squadra che vinse ad Atene con la variante Bonera al posto di Maldini. Strachan sceglie, invece, una sorta di 4-5-1, ma, un po’ a sorpresa, il tecnico di casa inserisce Jarosik al posto di Nakamura, il ceco ha il compito d’aiutare McDonald in attacco. Il Celtic parte forte e fa molto pressing, gli scozzesi vogliono metterla sul piano atletico per palesare le difficoltà e l’età media dei milanisti. Le due formazioni, in ogni modo, badano più a coprirsi che ad offendere. I biancoverdi fanno un ottimo lavoro soprattutto sulle fasce, non permettendo ai fluidificanti milanisti di andare al cross. Kakà, inoltre, è chiuso dai pitbull di casa. Mentre Inzaghi è solo negli ultimi venticinque metri, marcato stretto e poco aiutato dai compagni. Nella prima frazione le squadre si annullano. Nella ripresa il Celtic prende l’iniziativa della partita, a parte un’azione corale del Milan al ‘2 conclusa con un destro al volo di Inzaghi che finisce però alto. I rossoneri potrebbero approfittare degli spiragli lasciati dagli scozzesi, ma il centrocampo di Ancelotti stasera proprio non gira. Il tecnico, allora, al ‘10 mette in campo Gourcuff per Seedorf. Il giovane talento transalpino da maggiore verve, in alcune circostanze il Milan riesce anche a giocare palla a terra e di prima. Ma nell’occasione del primo gol la retroguardia milanista dorme completamente: l’autore della rete, McManus, è a un passo dalla porta senza nessuno che lo disturbi. Inoltre Dida è una apprensione costante. Dopo lo shock il Milan risponde con veemenza e agguanta, quasi subito, il pareggio con un rigore realizzato Kakà. Il penalty è abbastanza generoso, l’arbitro Merk fischia una trattenuta su Ambrosiani, simile a tante che se ne vedono in area di rigore. Inzaghi esce per Gilardino. Ma l’entrata decisiva è quella del giapponese Nakamura, il fantasista gioca due palle e scatena l’azione del gol di McDonald, veloce a ribattere in rete la corta respinta del solito Dida impacciato.

Dopo il nuovo vantaggio scozzese arrivato al ’90, il Celtic Park esplode e gli stewart hanno qualche difficoltà a contenere la gioia dei tifosi di casa. Uno di loro riesce ad entrare in campo e quando si avvicina al portiere del Milan lo sbeffeggia con un buffetto. In un primo momento Dida è un po’ sorpreso e lo rincorre per reagire, ma dopo qualche attimo si getta a terra e costringe l’intervento prima dei sanitari poi addirittura della barella. Il brasiliano, forse stanco di difendere con questi risultati la porta del Milan, vuole darsi al cinema…

Pandev esulta per il golAll’Olimpico il Real Madrid, invece, ha evitato grazie a Ruud Van Nistelrooy una brutta figura contro un’ottima Lazio. Lo stadio è pieno, una gara di questo spessore mancava da molto tempo sulla sponda biancoceleste del Tevere. Gli uomini di Delio Rossi offrono una grande prestazione ai loro tifosi e probabilmente escono molto caricati anche per il campionato. Domenica c’è la sfida importantissima contro il Milan. L’allenatore laziale mette dal primo minuto il bomber Rocchi che non è al meglio delle condizioni. Mentre il Real gioca con un 4-4-2 molto offensivo, nel quale la maggiore pecca sembra il terzino sinistro Marcelo che subisce per tutta la partita le percussioni di Behrami. Al fischio d’inizio la Lazio sente la tensione del primo incontro di Champions in casa, e contro l’avversario più prestigioso d’Europa. Nei primi minuti i galacticos gestiscono la palla e appena dopo 9 minuti vanno in vantaggio: punizione da sinistra di Sneijder, errore dei centrali e Van Nistelrooy solo deposita il pallone in rete. Il gol smuove l’animo dei padroni di casa, il Real, invece, gioca con troppa tranquillità. I Blancos credono di aver già vinto la partita. Ancora il centravanti olandese fa un grande colpo, quando spalle alla porta si alza il pallone e fa una rovesciata bloccata però da Ballotta. Ma la Lazio con il passare dei minuti prende fiducia e inizia a giocare con determinazione. Goran Pandev al ‘27 è fermato dall’ultimo uomo, Diarra, e al 31’ solissimo davanti a Casillas tira alle stelle. Ma l’attaccante macedone, un minuto dopo, è servito di testa da Stendardo e fa un golazo: sinistro al volo che finisce nell’incrocio alto. Il Real, allora, inizia di nuovo a macinare gioco, quando i madridisti fanno scambi in velocità, la loro superiorità nel palleggio emerge in modo chiaro. La Lazio deve tenere più basso il centrocampo, l’unica occasione davvero pericolosa dei meregues è un sinistro di Robben parato da Ballotta. Nella ripresa la musica non cambia. La Lazio ci mette l’anima, a centrocampo con costanza e sudore i laziali mettono in difficoltà il Real. I padroni di casa, però, peccano di inesperienza. A questi livelli non è concesso sbagliare, mentre Mauri e Rocchi si divorano la rete del possibile vantaggio. Gol mancato, gol subito: al ‘16 Raul trova il solito olandese volante che a tu per tu trafigge, per la seconda volta, Ballotta. Il Real rallenta ancora una volta, convito che la Lazio abbia già dato tutto. Invece al ‘30 un coriaceo Mudingayi strappa la palla agli avversari e serve Pandev che dal limite non sbaglia: 2-2. Dopo la rete del macedone il Real preferisce non tuffarsi di nuovo in avanti e rallenta la sua manovra, gestendo il pallone. La Lazio, sprecona, può essere soddisfatta della prova offerta stasera. Di certo allo spogliatoio laziale dà fiducia e orgoglio una bella prestazione come quella di stasera.

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