Italia

Bologna, muore per scambio di tac: arrestato medico

Il Sant'Orsola di BolognaBOLOGNA. Muore il 28 settembre scorso per uno scambio di Tac. Il suo rene non era malato, ma il suo cognome era lo stesso della donna che necessitava del trapianto. Il nome però era diverso, ma nessuno se ne è accorto e quando la 54enne si è trovata sul tavolo della sala operatoria del Policlinico S.Orsola di Bologna ormai era troppo tardi.

La diagnosi sbagliata, dovuta all’attribuzione di un referto e di una tac appartenenti in realtà a un’altra donna, le è stata fatale. Le è stato tolto il suo rene funzionante e due giorni dopo l’operazione, per un’infezione, è deceduta. L’operazione sbagliata è avvenuta nell’unità operativa di Urologia del Sant’Orsola Malpighi diretta dal dottor Giuseppe Severini. L’Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna ha subito avvisato la Procura della Repubblica. Il pubblico ministero Francesco Caleca ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. E sono state indagate sette persone. Oggi è giunto il primo provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari. I carabinieri del Nas e quelli della sezione di polizia giudiziaria della procura hanno eseguito l’ordinanza, con divieto di comunicare con persone estranee, a carico di Giuseppe Corrado, dirigente medico nel reparto di Urologia. Le accuse sono omicidio colposo e di falso in atti pubblici, tali da ostacolare l’accertamento dei fatti, anche in sede amministrativa. Il medico avrebbe, infatti, alterato la cartella clinica di Daniela Lanzoni, inserendo le prescrizioni della terapia anticoagulante che invece non era mai stata effettuata. Lo avrebbe fatto il giorno stesso della morte della donna ed, inoltre, avrebbe compiuto altre azioni per depistare l’andamento delle indagini. Sua complice, non raggiunta però da nessun provvedimento restrittivo, un aiutato infermiera del reparto di urologia. La donna sarebbe stata spinta dal dottore a falsificare la cartella clinica. Resta ancora da identificare la persona che poco prima dell’inizio dell’intervento si sarebbe collegata al sistema web del Policlinico, l’unico in cui le immagini dell’uro-tac della Lanzoni erano state memorizzate correttamente. Intanto la direzione del policlinico bolognese ha fatto sapere di avere “piena fiducia nell’azione della magistratura”. La dirigenza dell’ospedale, inoltre, assicura ai giudici “la più ampia collaborazione per l’accertamento dei fatti che, ci si augura, avvenga nel più breve tempo possibile, al fine di ristabilire il necessario clima di serenità all’interno dell’ospedale”.

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