Aversa

Moscati, arriva la sentenza sul caso Di Cicco

ospedaleAVERSA. Il 13 novembre potrebbe arrivare la sentenza su caso Di Cicco. La querelle che da ormai sei anni vede protagonista il medico aversano Nazario Di Cicco “reo” di volere che funzionasse tutto alla perfezione nel reparto di ortopedia dell’ospedale Moscati in cui prestava servizio sta per arrivare alla fine.

E potrebbe essere cancellato il “comandamento” non scritto se parli, se denunci le carenze del tuo ospedale ti licenzio, ti impedisco di lavorare, insomma ti stronco la carriera che va rispettato negli ospedali italiani. Tant’è che al Gaslini di Genova fu licenziato l’oncologo Paolo Cornaglia Ferrari per aver denunciato le storture di quello ospedale. Stesso destino per l’ematologo Carlo Gaudiano, un medico scomodo che opera gratis i bambini in Albania. In un’intervista rilasciata a un quotidiano nazionale, Gaudiano denunciò le ingerenze politiche nella sanità con il risultato che prima fu isolato, poi fu avviato nei suoi confronti un procedimento disciplinare, prologo del licenziamento. Potrebbe accadere anche a Di Cicco. Il chirurgo ortopedico in servizio, fino a qualche anno fa, presso l’ospedale San Giuseppe Moscati per avere denunciato a più riprese sui media anche nazionali (è di soli pochi mesi fa un suo intervento a MimandaRaitre) la mancanza di questa o quella attrezzatura, ritenuta -da lui- necessaria per compiere il lavoro per il quale era pagato, è stato trasferito, isolato e praticamente costretto a cambiare mestiere, tant’è che oggi fa lo studente di giurisprudenza. Ovviamente, da futuro avvocato, Di Cicco ha denunciato alla Magistratura i fatti e i presunti responsabili, individuandoli, innanzitutto, nell’ex direttore generale dell’Asl che, come è parso evidente da un fax trasmesso dal difensore del manager, letto durante la trasmissione di MimandaRaitre, non intende accettare responsabilità, preferendo far balenare l’ipotesi di un Di Cicco “esaurito”. Chi ha ragione? Non sta a noi rispondere. La Magistratura si esprimerà in merito tra meno di un mese e allora sapremo. Ma se venisse fuori che tutti i funzionari coinvolti nella vicenda non avessero responsabilità di quanto accaduto all’ex ortopedico allora sarebbe stato lo stesso Di Cicco con le sue lamentele sulle disfunzioni del pronto soccorso, del reparto e della sala operatoria a creare i suoi problemi o semplicemente ci troveremmo davanti all’ennesima applicazione di quel comandamento non scritto applicato negli ospedali italiani? Perché chiariate, se volete, l’interrogativo proponiamo alcune delle risposte fornite al giudice, rispettivamente dall’ex manager dell’Asl e dall’ex direttore sanitario del Moscati, in merito alle lamentele avanzate da Di Cicco. “Trovai queste affermazioni del dottor Di Cicco interessanti, perché qualcuno che denunciava chiaramente le situazioni mi incuriosiva”, risponde alla richiesta di esprimere quale idea si fosse fatta del comportamento dell’ex ortopedico l’ex manager che, più avanti, aggiunge: “Trassi come idea che il dottore Di Cicco avesse perfettamente ragione nel denunciare lo stato dell’ospedale di Aversa perché le condizioni di quell’ospedale erano veramente da terzo mondo”. Comportamento e condizioni sulle quali fu interpellato anche l’ex direttore sanitario del presidio che, in merito al comportamento, afferma: “Il dottore Di Cicco voleva che tutte le cose andassero alla perfezione, purtroppo non so la perfezione penso che non sia di questo mondo, voleva che tutto funzionasse in sala operatoria, voleva che tutto funzionasse nel reparto”. Quanto alla lamentele dice: “Non erano esclusivamente del dottore Di Cicco, erano un po’ di tutti i reparti perché il pronto soccorso era un luogo dove c’era personale che continuamente cambiava, cioè non c’erano delle persone assunte, erano tutte incaricate, per cui ogni tre mesi, cinque mesi, otto mesi si aveva un cambio, tutti questi medici erano dei giovani medici, non con un’esperienza alle spalle e spesso commettevano delle leggerezze, cioè scambiavano una patologia per un’altra”. Leggerezze o errori da denunciare, come ha fatto Di Cicco?

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