Italia

Indennizzo diretto, per D”Agata (IdV) è un flop

D'Agata protesta contro l'indennizzo diretto“Quali benefici per gli assicurati – danneggiati dall’introduzione della procedura d’indennizzo diretto? Un aumento del 4% delle tariffe Rc Auto e minori tutele per i sinistrati”.

Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’Agata, invita le associazioni dei consumatori a prendere atto del “flop” e a modificare la disciplina. “Come comunicato di recente da alcune associazioni dei consumatori, – afferma D’Agata – in particolare dall’Adusbef con il comunicato del 04 settembre c.m., le tariffe Rc Auto subiranno un aumento medio del 4,1 % nell’anno 2007 rispetto al precedente. E’ sotto gli occhi di tutti, quindi, che ad oggi, gli obiettivi auspicati in termini di riduzione delle tariffe dalla tanto agognata procedura d’indennizzo diretto, introdotta dall’art. 149 del Codice delle Assicurazioni, regolamentata D.P.R. 254/06 ed in vigore per i sinistri avvenuti dal 01 febbraio 2007, sono stati del tutto disattesi, come avevano previsto la gran parte degli esperti del settore e degli stessi assicuratori. A causa di questi aumenti e delle tariffe esorbitanti, sono giunte segnalazione da parte di agenti ed esperti del settore di un aumento delle autovetture con il premio scaduto e senza copertura assicurativa. E’ opportuno ribadire che la procedura in vigore ha comportato, peraltro, un notevole compressione del diritto ad una compiuta difesa da parte dei danneggiati costretti ex lege ad essere risarciti dal proprio assicuratore che è anche colui che, infine, deciderà il quantum del danno e quindi senza l’assistenza di un esperto che gli possa guidare ad una piena e completa soddisfazione di tutti i danni subiti, consulenza che altrimenti resterebbe a totale carico dell’assicurato – danneggiato. Questo – continua l’esponente di IdV – al di là delle difficoltà procedurali venutesi a creare a causa della naturale farraginosità del corpo delle nuove norme ed in particolare con la naturale difficoltà d’integrazione nel sistema del diritto civile italiano, tant’è vero che alcuni esperti segnalano un aumento delle lungaggini per ottenere gli indennizzi ed esempi di apertura di più posizioni sullo stesso sinistro e quindi un’inutile duplicazione dei procedimenti, legalizzando, di fatto, le alterazioni dei dati che sono oggetto di indagini presso la Procura di Lecce e di Milano. Pertanto, – conclude D’Agata – è auspicabile che le Associazioni dei Consumatori che appoggiarono e promossero l’introduzione della procedura d’indennizzo diretto prendano atto dell’evidente “flop” e facciano pressing sull’Esecutivo per una definitiva riforma del sistema assicurativo che garantisca maggiori tutele per i danneggiati e per le vittime della strada e che mini una volta per tutte l’oligopolio dei grandi Gruppi assicurativi affinché si favorisca un’effettiva concorrenza sul territorio nazionale”.

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