Italia

Straordinario successo del libro “La casta” di Stella e Rizzo

La CastaIl best-seller dell’estate più letto ed apprezzato in assoluto è stato, senz’ombra di dubbio, “La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili” (Bur, 284 pagine, 18 euro), pubblicato quest’anno, insieme con Sergio Rizzo, dal noto giornalista del Corriere della Sera, nato ad Asolo (Treviso) nel 1953, Gian Antonio Stella.

I due autori con questo libro-denuncia e con la forza dei numeri, dimostrano come “politici e politicanti” siano divenuti degli oligarchi ingordi ed insaziabili che, lentamente, si stanno divorando l’intera società italiana. Le incredibili storie raccontate dai due famosi giornalisti, unite alle statistiche impietose (con numeri da autentica bancarotta) e agli aneddoti al limite del grottesco, dimostrano l’effettivo stato di salute della nostra democrazia e, conseguentemente, della nostra Nazione. Un reportage che con una quantità impressionante di cifre (desunte da fonti ufficiali), notizie inedite ed il racconto di folli sprechi dovrebbe spingere l’assopita popolazione a cambiare finalmente la classe dirigente di questo paese. Senza fare distinzione di colore politico e non guardando in faccia a nessuno, Stella e Rizzo suscitano con il loro racconto un’irrefrenabile rabbia e un’indignazione senza fine che, in qualsiasi altra parte del mondo, farebbe ribellare un intero popolo. In Italia, invece: “Tutto tace Madama la Marchesa”. L’esercito dei 78 rappresentanti del Parlamento Europeo, dei 945 membri del Parlamento Italiano (315 senatori e 630 membri della Camera dei Deputati), dei rappresentanti delle amministrazioni regionali, provinciali, locali, municipali e circoscrizionali, dei consulenti a pagamento, degli incaricati a vario titolo e dei “partecipanti anche senza titolo”, ingoiano direttamente e indirettamente, ogni anno, miliardi e miliardi d’euro. A Montecitorio, tanto per fare un esempio, i rimborsi spese sono aumentati rispetto l’inflazione del 9,5%. I vitalizi spettanti agli ex deputati (127 milioni d’euro) sono aumentati del 10%. Le spese per la comunicazione ed informazione al cittadino del 40%. Le spese per l’igiene e la pulizia del 38%. I costi per la gestione dei servizi di guardaroba del 43%. I rimborsi per le spese di missione del personale di quasi il 60%.

E che dire dei finanziamenti pubblici quadruplicati da quando, noi ingenui fessacchiotti, votammo per la loro abolizione nel famoso referendum di qualche anno fa. Allo stato attuale tali finanziamenti costano ai cittadini oltre un miliardo d’euro l’anno. Tanta è l’arroganza del potere politico che anche la durata del giorno può variare se, in qualche modo, fa gli “interessi” del partito. In Italia, pensate, ci sono aerei di Stato che hanno volato per “trentasette” ore in un giorno! Aerei, sempre pronti a decollare, utilizzati per trasportare, anche all’estero, politici e parenti a feste e banchetti privati. Sempre in Italia ci sono palazzi presi in affitto a peso d’oro e utilizzati come scuderie di cavalli. Cosa pensare, poi, dei “rimborsi” per le campagne elettorali, quasi duecento volte più alti delle spese effettivamente sostenute? In Italia ci sono Regioni, che si autodefiniscono, simpaticamente, “virtuose” con gli organici della presidenza aumentati di tredici volte in meno di venti anni. E come potranno mai giustificare le folli spese di rappresentanza quei Governatori che spendono fino a dodici volte in più del Presidente della Repubblica della Germania unificata. Come potrebbero mai giustificare le indennità principesche? Pensate che un sindaco di un paesino talmente piccolo da sembrare un presepe (meno di cento abitanti) può guadagnare quanto il collega di una città di duecentoquarantanovemila abitanti. Pazzesco! In Italia ci sono candidati “trombati” alle elezioni che sono stati, per così dire, consolati (anche da quelli che dovrebbero essere loro avversari politici) con quattro/cinque “stipendiucci d’oro”. Tra le voci di spesa più incredibili il primato spetta alla bolletta dell’acqua del Senato: 400.000,00 euro l’anno, per una quantità d’acqua equivalente a quella di un piccolo lago svizzero. Tanto per fare qualche altro esempio: ogni medico in servizio presso la Camera dei Deputati costa 250.000,00 euro l’anno. Nel Ristorante di Montecitorio un pasto luculliano costa appena 9,00 euro. L’impeccabile servizio è garantito, poi, dalla presenza di almeno un cameriere ogni 5/6 commensali. Purtroppo, l’incasso della sala non basta neanche a pagare le spese del personale (e vorrei vedere…). Con tutto quello che è stato detto e scritto contro le auto blu ministeriali, sembra incredibile, ma esistono Presidenti di circoscrizione con tanto d’autista ed auto di servizio a disposizione 24 ore su 24. Ripeto: Presidenti di circoscrizione! La spesa per il noleggio d’automezzi, non a caso, è balzata da 28 a 140 milioni d’euro, pari ad un aumento del 357% in un anno. Fra i privilegi più assurdi c’è senz’altro quello che da la possibilità ai parlamentari di intascare l’indennità per assistente parlamentare anche a chi non ha il “portaborse”. Anche se una famosa inchiesta delle “Iene” dimostrò che alcuni, pur avendo l’assistente, lo pagavano cifre irrisorie e per giunta in “nero”. Questo libro dimostra chiaramente che lo sperpero dei soldi pubblici è un “affaire” trasversale. Nessuno a destra, centro o sinistra, si può dire estraneo al gigantesco affare. V’invito, perciò, a leggere quest’incredibile “viaggio nelle facce di bronzo d’inizio millennio” che intente a “papparsi” tutto il “pappabile” non si sono accorte che la popolazione è “sull’orlo di una crisi di nervi”, per dirla all’Almodovar! Però, vi avviso. Dopo aver letto questo libro le uniche forze che vi rimarranno saranno solo quelle per gridare a squarciagola: bastaaaaaa!

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