Teverola

La Indesit assume giovani «a rischio»

IndesitTEVEROLA. Siglato il protocollo d’intesa tra Indesit Company di Teverola, la Prysmian spa (con sedi a Pozzuoli e Pignataro Maggiore), Regione e la Jonathan Onlus con cui si rinnova la partenership per il “Progetto Johnatan: percorsi di inclusione sociale per giovani a rischio”.

La multinazionale presente a Caserta con un proprio stabilimento mette a disposizione dai cinque ai dieci contratti a tempo determinato rinnovabili (categoria metalmeccanici) compreso un contratto per operatore sociale con compiti di tutor. Mondo dell’impresa, associazionismo onlus ed istituzioni uniti per concedere una chance a chi non l’ha mai avuta, ossia a quegli adolescenti a rischio emarginazione o devianza residenti in una delle cinque province campane. Questa la filosofia di fondo che ha indotto la Indesit Company di Teverola, la Prysmian spa (con sedi a Pozzuoli e Pignataro Maggiore), la Regione e la Jonathan Onlus a sottoscrivere un protocollo d’intesa per il “Progetto Johnatan: percorsi di inclusione sociale per giovani a rischio”. Johnathan Onlus L’associazione di volontariato in questione ha avviato dal 1998 tale programma in partnership con diverse realtà aziendali, sperimentando un modello di inclusione sociale dei giovani a rischio emarginazione, e sin dal primo momento Indesit Company e Prysmian Srl sono state tra le imprese che hanno sostenuto tale iniziativa, consentendo attraverso l’integrazione nelle proprie strutture, l’assunzione diretta di ragazzi campani considerati “difficili”. Lodevole l’impegno della Indesit Company, che, con la firma del protocollo d’intesa, mette a disposizione nello stabilimento casertano dai cinque ai dieci contratti a tempo determinato rinnovabili (categoria metalmeccanici) compreso un contratto per operatore sociale con compiti di tutor. Non solo: per promuovere questa esperienza di responsabilità sociale d’impresa, la Company si propone di promuovere ed esportare per il 2007 nel comprensorio fabrianese di Assindustria – Ancona il Progetto Jonathan, il quale, in virtù della deliberazione 769 dell’11 maggio scorso della giunta Regionale (e pubblicata ieri sul Burc) si potrà avvalere di un fondo di 50mila euro. “La sperimentazione — si legge nel testo dell’intesa – sarà aperta a 5/10 ragazzi a rischio di esclusione e di devianza segnalati dai servizi sociali territoriali, del ministero della Giustizia, dal privato sociale e selezionati dall’Associazione. I ragazzi saranno accompagnati nel loro percorso di inserimento da un operatore sociale con compiti di tutor. La formula operativa sarà quella dei tirocini formativi dove le imprese mettono a disposizione i contratti e il pubblico coprirà i costi del vitto, alloggio, supervisone e monitoraggio”. La Indesit si dichiara pronta ad esportare al di là dei confini nazionali il progetto, in particolare nei propri stabilimenti in Polonia, a patto che la Regione Campania convochi un tavolo di confronto per la realizzazione di una rete istituzionale che consenta di offrire anche ai giovani polacchi in condizione di svantaggio o a rischio di devianza la possibilità di un inserimento socio—lavorativo presso lo stabilimento operativo nel paese dell’Est Europa”. Giusto dodici mesi fa — in base ad una ricerca presentata a Milano da Bipiemme Gestioni e Etica Sgr – la Indesit company fu l’unica azienda italiana (insieme alla Sabaf e alla società italo-francese St Microelectronics) ad essere stata selezionata a livello mondiale tra le società quotate in borsa più rispettose dei princìpi della responsabilità sociale d’impresa.

Il Denaro

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