Italia

Bersani: “Non mi candido alla guida del PD”

Pierluigi BersaniROMA. Il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani non si candiderà alla leadership del Partito democratico alle primarie del prossimo 14 ottobre, perché una tale mossa “avrebbe disorientato” militanti e simpatizzanti della nuova forza di centrosinistra.

Ad annunciarlo è lo stesso Bersani in una lettera diffusa dal suo ufficio stampa e indirizzata a tutti coloro che lo hanno invitato a farsi avanti in concorrenza al sindaco di Roma, . “Dopo aver riflettuto a fondo voglio dirti che non lo farò. Per come si sono svolte le cose, quello che avrebbe potuto essere un arricchimento del nostro percorso rischierebbe oggi di diventare un elemento di disorientamento di una parte importante del mondo a cui ci rivolgiamo”, scrive Bersani. “Appoggerò dunque con le mie convinzioni la candidatura di Walter Veltroni che ho sempre ritenuto un possibile e autorevole punto di sintesi delle forze che dovremo raccogliere il 14 ottobre e che è già stato in grado di suscitare un importante risveglio di fiducia”. Bersani avverte comunque che questa scelta “non scalfisce in nessun modo la mia voglia di partecipare e di far valere le mie idee sul profilo del partito nuovo e sul messaggio che un partito delle riforme dovrà dare al Paese”. Parlando nel pomeriggio a margine Walter Veltronidell’assemblea degli industriali di Padova, il ministro ha poi precisato che non si tratta di una “rinuncia”. “Io ho alcune idee che mi sembrano abbastanza precise su come debba essere questo nuovo partito e che messaggio debba dare al paese, mi sono sempre chiesto come posso cercare di farle valere”. E sulla candidature di Veltroni, Bersani ha detto che “ha suscitato elemento di fiducia”. “Credo che la sua candidatura possa essere arricchita da un contributo che io cerco di dare”, ha aggiunto Bersani. Il segretario dei Ds Piero Fassino ha plaudito la mossa del ministro, dicendo che è coerente con “l’esigenza prioritaria di dare agli italiani messaggi di coesione e di unità”. Ds e Margherita hanno deciso di fondersi in un unico partito e hanno chiamato tutti i simpatizzanti del centrosinistra a votare alle primarie del partito per nominare i membri della sua assemblea costituente. Nel contempo Veltroni, sotto la pressione dei vertici dei due partiti in calo di consensi nei sondaggi, ha avanzato la sua candidatura alla leadership del Pd e alla successione del premier Romano Prodi.

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