Italia

Gay Pride, sfogo di un casalese eterosessuale

immagini del Gay Pride di RomaCASAL DI PRINCIPE (Caserta). Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviataci da Salvatore Vella, di Casal di Principe (Caserta), il quale, definendosiun “casalese eterosessuale, orgoglioso di esserlo”, lancia strali contro la manifestazione del “Gay Pride” ed i politici “incoerenti ed ipocriti”.

Volevo spendere qualche parola riguardo alla manifestazione svoltasi sabato 16 giugno a Roma, il cosiddetto “Gay Pride”…“l’orgoglio Gay”. Innanzitutto, voglio premettere di non essere razzista né di essere contro gli omosessuali, né tantomeno sono contro coloro che convivono con persone dello stesso sesso, ma la pagliacciata che si è svolta a Roma ha dell’incredibile. Quasi un milione di persone, mezzo milione di travestiti, di buffoni, che ostentano l’essere un qualcosa che non sono. Un milione di persone che inneggiano slogan contro la famiglia e contro il “Family Day”. Un milione di persone che offendono Sua Santità e tutto ciò che esso rappresenta. Vergogna. Non agli omosessuali, ma ai politici che hanno permesso che ciò accadesse. Gli omosessuali non si sono accorti che sono stati strumentalizzati, da persone indecenti e senza dignità, che pur di racimolare qualche preferenza nelle varie elezioni di turno, sono disposte a dichiararsi favorevoli agli omosessuali, ma le stesse persone, qualche mese prima, ospiti da Bruno Vespa, non hanno esitato a puntare il dito contro il loro interlocutore accusandolo di essere “Ricchione”.

immagini del Gay Pride di RomaVergogna. Alla Sinistra Giovanile, a coloro che dovrebbero rappresentare il futuro della nostra società (parlo di giovani, non di sinistra) che per avere un pò di visibilità in qualche trasmissione televisiva o in qualche telegiornale, non hanno esitato a sputare in faccia alla più grande istituzione: la famiglia, quella che ci accoglie quando nasciamo e che molto probabilmente sarà l’unica che si ricorderà di noi quando, stato, legislatura, politica e legalità si saranno scordati di noi.

L'onorevole Vladimir LuxuriaVergogna. Ai vari Luxuria di turno, a persone che hanno fatto dell’immoralità, dell’indecenza e della sessualità contro natura la loro ragione di essere. Persone così indecenti dovrebbero essere arrestate per oltraggio al pudore e per istigazione di immoralità. Statevene a casa, non siete degni di occupare poltrone, non avete diritto di contribuire a decidere le sorti dell’Italia. Siete dei buffoni, e in quanto tali potete stare solo nei circhi o in qualche trasmissione televisiva di Serie B.

Vergogna. Agli esibizionisti, a tutti coloro che per cinque minuti di celebrità si sono baciati con persone dello stesso sesso, o si sono messe in topless, o simulavano esplicitamente atti sessuali. Questi sono comportamenti perseguibili legalmente, ma statevene a casa a fare i comodi vostri. I telegiornali li guardano anche i bambini, e non c’è cosa più difficile per un genitore spiegare che quelli in tv non sono persone che si amano, ma semplici buffoni esibizionisti che per essere inquadrati da rai uno superano di gran lunga il limite della decenza e della tolleranza.

immagini del Gay Pride di RomaVergogna. A quei manifestanti e politici che si sono permessi di infangare il nome del Santo Padre e di tutta la Chiesa, non si può rinnegare ed offendere una religione intrinseca nella nostra storia; sono migliaia di anni che la Chiesa ci accompagna, nel bene o nel male, in tutte le vicende storiche, ci assiste e ci conforta; riesce a sancire relazioni diplomatiche molto complicate che i grandi della Terra non riescono a risolvere, presta aiuto e servizio a centinaia di milioni di persone nel mondo, tramite beneficenza, volontariato, sacrifici e opere di carità, soprattutto ai meno fortunati.

Vergogna, infine, a tutte le persone “normali”; all’italiano medio, a tutti coloro che non sono d’accordo con quanto è successo e non lo condividono, ma nonostante tutto non fanno niente per impedirlo. Muovetevi, organizzatevi, manifestate il vostro disappunto, in qualunque modo possibile; scrivete ai giornali, lettere aperte, blog, telefonate, sms. Siamo nel secolo della comunicazione globale e l’unica cosa che riuscite a fare è stare a guardare, senza far nulla, con le mani in mano; facendo così vi rendete complici di tutti coloro che ci porteranno allo sfracelo. Io non ci sto, sono stufo di vedere che la società moderna retroceda invece di avanzare, sono stufo delle ingiustizie, sono stufo dell’illegalità, dell’indecenza e dell’immoralità.

Persone “per bene” ribellatevi, fate sentire la vostra voce, solo così potrete sperare che un giorno la situazione possa migliorare.

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