Italia / Politica

Il solito realista Di Pietro

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Antonio Di Pietro (foto di Franco Spinelli)Testardo e icastico: è il solito Di Pietro che dice la sua sul Governo Prodi, su coloro che lo criticano, alleati compresi, non nascondendo che stanno tutti assieme nell’Unione solo per fare 51%.

Risponde secco verso chi trova sempre da ridire sul suo operato di ministro delle Infrastrutture (“E questo non va bene, e quell’altro non va bene…e fatelo voi se siete capaci”), sugli pseudo-ambientalisti sempre insoddisfatti (“E la Tav non si deve fare, nemmeno le ferrovie, i ponti e le autostrade, e quello scavo lì inquina e pure quello…ma dobbiamo camminare sui muli?”). L’eroe (o il boia, a seconda delle preferenze) di “Mani Pulite” va avanti a testa bassa, aggrappato a quella che chiama “politica del fare”. Per lui il realismo è la migliore arma per rafforzare la risicata maggioranza al Senato su cui può contare il variegato governo Prodi. Fatti e non chiacchiere. Dall’inchiesta condotta in veste di magistrato negli anni ’90, che portò alla decadenza della Prima Repubblica, nulla è cambiato ad oggi, anzi la situazione è peggiorata. E’ lui stesso ad affermarlo: “Una volta c’erano le tangenti, oggi si chiamano ‘consulenze’ o ‘incarichi’, hanno solo cambiato la dicitura, ma la sostanza è la stessa”. Sulla legge elettorale prende atto che, per avere maggiore stabilità di governo, i piccoli partiti come il suo, se necessario, devono scomparire. Insomma, una frecciata a Mastella & Co., ossia a coloro che “ogni volta vogliono costringere un governo ad approvare una riforma elettorale nel loro interesse, a seconda delle loro esigenze, e non di quello dei cittadini, i quali vorrebbero un governo stabile e non instabile”. Apre una parentesi sulle “fregature” (“E che ne sapete di quante fregature ho preso col nome Di Pietro…”) e il riferimento all’ex De Gregorio è chiaro. E’ il solito, semplice, folkloristico, amatissimo (nonostante i ‘se’ e i ‘ma’…come si fa a volerlo male?) Antonio Di Pietro durante la visita dello scorso 10 aprile a Trentola Ducenta, un piccolo centro della provincia di Caserta dove il prossimo 27-28 maggio si terranno le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale.


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