MADDALONI. Mai avrei creduto che si potesse arrivare a tanto, chiedendo con alcuni consiglieri della minoranza le rinunce alle indennità.
E necessario, pertanto, che tutti sappiano che cosa è successo durante la seduta di Consiglio che doveva servire a dare una svolta nei rapporti tra la politica ed il cittadino. Chi deve garantire i consiglieri comunali e disciplinare le regole democratiche dellassemblea non ci può trattare come scolaretti. E mi riferisco al segretario comunale, che ha dato per scontato che non spetta a noi consiglieri decidere in materia. Spero solo che questa sua decisione non sia frutto di una condivisione. Sono quindi costretto a rivolgermi al Prefetto.
Aldo Tagliafierro accusa la violazione del diritto dei consiglieri ad esercitare la loro funzione. Il motivo va ricercato nellultimo Consiglio comunale, con allordine del giorno la rinuncia alla indennità di carica di consigliere. Voleva essere un atto politico, ma allo stesso tempo anche simbolico, per dimostrare alla città che, in un momento di ristrettezza economica, la politica riesce a dare lesempio. Dopo gli interventi dichiara il consigliere Tagliafierro sia da parte della maggioranza che dellopposizione, cè stato negato il diritto di voto. La decisione è stata presa dal segretario comunale dopo essersi consultato con il presidente del Consiglio. A finire sotto accusa sono proprio loro. Nellesposto presentato dal consigliere Tagliafierro vengono dettagliati fatti e circostanze dellassemblea. Adesso spetta al Prefetto decidere sul da farsi. Il Consiglio a questo punto potrebbe essere anche ripetuto. Fatto sta precisa Aldo Tagliiafierro che nemmeno la conferenza dei capigruppo può essere accettata come soluzione per risolvere il problema di competenza. Si era pensato anche a questa alternativa e poi niente più. Tutti a casa e senza un nulla di fatto. Tagliaferro, comunque, ha rinunciato al suo compenso di consigliere, ma non si capisce se questa sua volontà sia stata accettata o rimane nei resoconti di unadunanza consiliare destinata ancora a far discutere. Il Prefetto spiega il consigliere deve intervenire con urgenza, in quanto sulla destinazione della somma deve esprimersi il consiglio attraverso unapposita variazione di bilancio. Il Comune è tenuto ad osservare le disposizioni date dal consigliere, trattandosi di un diritto soggettivo e relativo al suo status di amministratore pubblico. Un consigliere può rinunciare fino ad espressa ed eventuale contraria revoca. Diversi casi sono stati affrontati e risolti in questo modo. Non comprendo perché a Maddaloni il segretario comunale non dia la possibilità di mettere in atto delle volontà che vanno in questa direzione e per di più già manifestate nel luogo deputato. Quindi, tutto da rifare per il capogruppo dellIdv.
Intanto, il sindaco Cerreto, con il capogruppo del Pdl, Luigi Bove ed il consigliere Giuseppe Di Nuzzo, ha reso pubblico il suo indennizzo, 2.802,80 euro come lordo mensile. Il capogruppo Bove 1.879,15 euro come lordo dei mesi di settembre, ottobre e novembre, ed il consigliere Di Nuzzo 1.841,56 euro, sempre come lordo dei mesi di settembre, ottobre e novembre. E la pubblicazione dello stipendio e dei gettoni di presenza come stabilito dalla deliberazione numero 71 del 28.12.2010. Rientra nellanagrafe degli eletti. conclude Tagliafierro La delibera obbliga anche alla dichiarazione dei finanziamenti ricevuti e allistituzione di un registro delle spese, comprensive di quelle degli staffisti, degli uffici, dei viaggi sia delleletto che dello staff, delle spese telefoniche e della dotazione informatica. E ben altra cosa rispetto alla rinuncia della indennità di carica. La rinuncia al compenso è un segnale di rigore che mai come adesso la politica deve lanciare. E un modo per mettere a tacere quanti dicono che i politici sono dei privilegiati e dei mestieranti. Serve per dare dignità ad una città sempre più alla deriva, con un bilancio in fase di dissesto e con tanti cittadini e famiglie bisognose. Io rinuncio e non pubblico. Ha un significato valoriale diverso dallintascare e pubblicare.

