Cesa, Fiorillo: “I tirocinanti Gol non sono oggetti da rivendicare”

di Redazione

Cesa (Caserta) – Il confronto politico in vista delle prossime elezioni amministrative si alimenta anche attorno ai progetti Gol. Il candidato sindaco Giuseppe Fiorillo interviene nuovamente sulla vicenda, replicando alle recenti dichiarazioni del primo cittadino in carica Enzo Guida, suo avversario nella competizione elettorale, e ribadendo la necessità di trasparenza e rispetto nei confronti dei cittadini coinvolti.

Il medico cesano esordisce accogliendo positivamente la scelta del sindaco di intervenire pubblicamente sulla questione: «Leggo la nota diffusa dal sindaco e, da un lato, prendo atto con favore del fatto che finalmente sia arrivata una risposta pubblica su una vicenda così delicata». Poi sottolinea l’importanza della trasparenza quando si affrontano temi che riguardano persone in condizioni di fragilità: «Quando si parla di Progetti GOL, di persone fragili, di famiglie che vivono difficoltà reali e di lavoratori coinvolti, la trasparenza – sottolinea Fiorillo – non è un favore da concedere: è un dovere. Su questo, il sindaco sfonda una porta aperta. È esattamente ciò che andava fatto fin dall’inizio».

Entrando nel merito delle accuse contenute nella nota di Guida, Fiorillo pone una domanda diretta sull’origine del presunto “massacro mediatico”: «C’è però un punto che non posso lasciare passare sotto silenzio. Nella nota si parla di “massacro mediatico” e di “pressione psicologica” per ragioni esclusivamente politiche. E allora, con serietà, rivolgo una domanda molto semplice: da chi sarebbe arrivato tutto questo? Da me? Dai miei candidati? Dalla mia lista?».

Rivendicando il comportamento corretto tenuto dalla propria coalizione, Fiorillo precisa: «Si trovi un solo post, un solo commento, una sola dichiarazione ufficiale in cui io o la mia lista abbiamo attaccato queste persone o alimentato una campagna contro di loro. Non esiste! E non esiste perché noi, su questa vicenda, abbiamo scelto il silenzio per rispetto. Rispetto verso i lavoratori coinvolti, verso le fasce più deboli e verso chi non meritava di essere trascinato dentro una polemica politica».

Il candidato difende, inoltre, il ruolo dell’informazione e il valore della libertà di cronaca: «Per questo trovo sbagliato e ingeneroso provare oggi ad attribuire ad altri responsabilità che non hanno. La libertà di cronaca è sacrosanta. Raccontare ciò che accade in città, porre domande, chiedere chiarimenti, sollecitare trasparenza, non significa fare un massacro mediatico. Significa vivere in una democrazia normale». E invita il sindaco a chiarire eventuali riferimenti ai giornalisti: «Se il sindaco si riferisce a qualche giornalista o a chi, liberamente, sta raccontando questa vicenda, lo dica apertamente e se ne assuma la responsabilità. Eviti, invece, allusioni o tentativi di far ricadere su di me e sulla mia lista responsabilità che non ci appartengono. Perché quando si parla di questioni così delicate servono precisione, serietà e rispetto».

Particolare attenzione viene riservata anche al linguaggio utilizzato nella comunicazione istituzionale: «Colpisce anche il linguaggio scelto in quella comunicazione: “Giù le mani dai tirocinanti”. Ma di cosa stiamo parlando, esattamente? Di persone o di cose? Perché i tirocinanti non sono oggetti da rivendicare, non sono strumenti da difendere a parole solo quando fa comodo, non sono una bandiera da agitare nella polemica politica. Sono persone. Persone con una dignità, una storia, una fragilità e un bisogno reale di rispetto, tutela e chiarezza».

Fiorillo poi richiama la necessità di una maggiore responsabilità istituzionale e invita a riportare il confronto su un piano costruttivo: «Su una vicenda del genere servirebbero meno slogan e molta più responsabilità istituzionale. E c’è un ulteriore elemento che merita di essere sottolineato: è ancora più inopportuno che un messaggio di questo tipo venga diffuso attraverso i canali istituzionali del Comune. Su questioni così delicate, e ancor di più in una fase elettorale, le pagine e gli strumenti dell’ente dovrebbero restare rigorosamente al servizio di tutti, senza prestarsi a messaggi che rischiano di assumere un tono politico o di parte. La distinzione tra comunicazione istituzionale e comunicazione politica dovrebbe essere sempre chiara».

In conclusione, il candidato sindaco rivolge un appello all’unità della comunità e annuncia la volontà di non alimentare ulteriormente la polemica: «Torniamo a dare centralità ai cittadini coinvolti e smettiamola di trasformare ogni questione delicata in uno strumento di scontro. Cesa deve essere una comunità unita. Parliamo di proposte, di idee e di quello che vogliamo per la nostra amata città. Ma non trasciniamo tutto dentro una polemica continua destinata ad andare avanti per settimane fino alle elezioni. Da parte mia, proprio per rispetto delle persone interessate, non tornerò più su questa vicenda sui social, tranne se dovesse, ancora una volta, essere necessario».

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