Caivano, “stesa” al Parco Verde per controllo spaccio di droga: 3 arresti

di Redazione

Caivano (Napoli) – Un commando armato in sella a scooter e moto fece irruzione tra le palazzine del Parco Verde, esplodendo numerosi colpi d’arma da fuoco per affermare il controllo criminale sul territorio. A distanza di sei mesi da quella azione intimidatoria, i carabinieri hanno eseguito tre arresti, ricostruendo uno scenario che evidenzia le mire espansionistiche dei clan di camorra sul traffico di droga nell’area.

Il raid armato – La “stesa” risale al 27 settembre 2025, quando nove individui, a bordo di cinque tra scooter e motocicli di grossa cilindrata, fecero irruzione nel quartiere sparando in aria almeno una decina di colpi, alcuni dei quali nei pressi degli isolati B, storica roccaforte del clan Ciccarelli. L’azione, avvenuta in mezzo alla gente, aveva un chiaro intento intimidatorio e mirava a ribadire una nuova egemonia criminale in un territorio strategico per il narcotraffico.

Le indagini e gli arresti – I carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, diretti dal maggiore Andrea Coratza, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari Federica Girardi del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea. I destinatari della misura sono Antonio Cangiano, 40 anni, Salvatore D’Arco, 26 anni, e Michael Rossi, 22 anni, tutti napoletani e già noti alle forze dell’ordine. I tre sono gravemente indiziati dei reati di pubblica intimidazione con l’uso di armi e porto illegale di armi, aggravati dalle modalità mafiose.

Il movente – Secondo la ricostruzione investigativa, il raid sarebbe stato organizzato da soggetti legati al clan Sautto di Scampia, interessati a espandere e delocalizzare le proprie attività di spaccio nel Parco Verde, approfittando del vuoto di potere determinato dai recenti arresti dei vertici del clan Ciccarelli, storicamente egemone a Caivano. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza hanno consentito di immortalare la scorribanda e di identificare i primi tre componenti del commando, gli unici ad agire con il volto scoperto, segno di una spavalderia che ha facilitato il lavoro degli investigatori.

Un clima di forte tensione – L’episodio si inserisce in un contesto di dinamiche criminali in evoluzione, con le famiglie camorristiche dell’area nord di Napoli – in particolare tra Scampia e Secondigliano – intenzionate ad espandere la propria influenza nei comuni limitrofi. A conferma del clima di intimidazione, il giorno successivo alla “stesa” un proiettile dello stesso calibro di quelli utilizzati nel raid venne consegnato durante la messa al parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello, dal suocero del boss Ciccarelli.

Indagini in corso – Le misure eseguite rappresentano solo una parte dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che prosegue per identificare gli altri sei componenti del commando, entrati in azione con il volto coperto da passamontagna. L’episodio conferma come il Parco Verde resti un crocevia strategico per il traffico di stupefacenti e teatro di una continua ridefinizione degli equilibri tra i clan camorristici. IN ALTO IL VIDEO

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