Madrid – Il giudice istruttore Juan Carlos Peinado ha chiuso l’indagine nei confronti di Begoña Gómez, moglie del premier spagnolo Pedro Sánchez, chiedendone il rinvio a giudizio per i presunti reati di traffico di influenze, corruzione negli affari, malversazione e appropriazione indebita. Nell’ordinanza, il magistrato sottolinea l’eccezionalità del caso e la presenza di indizi ritenuti sufficienti per procedere. «Le condotte che provengono da palazzi presidenziali, come in questo caso, appaiono più proprie di regimi assolutisti, per fortuna ormai dimenticati nel nostro Stato», scrive Peinado nel provvedimento che chiude l’istruttoria avviata nel 2024.
Le accuse e l’archiviazione di un capo d’imputazione – Il giudice ha tuttavia disposto l’archiviazione dell’accusa di esercizio abusivo della professione, inizialmente contestata a Gómez. «Considerata la debolezza delle prove, l’assenza di indizi solidi e molteplici e l’esistenza di elementi che avvalorano la possibilità che l’imputata abbia firmato il documento, il procedimento relativo a questa accusa deve essere archiviato», si legge nella sentenza. Il documento, ottenuto dal quotidiano El País, concede alle parti cinque giorni per presentare osservazioni sull’apertura del processo. Al momento della decisione, Gómez si trovava in visita ufficiale in Cina insieme al marito.
Coinvolti anche una consulente e un imprenditore – Il presidente del Tribunale di Istruzione numero 41 di Madrid ha chiesto il rinvio a giudizio anche di Cristina Álvarez, consulente di Gómez presso il Palazzo della Moncloa, e dell’imprenditore Juan Carlos Barrabés. L’indagine, durata circa due anni, ha preso avvio nell’aprile del 2024 a seguito di una denuncia presentata dall’associazione Manos Limpias, successivamente ampliata da ulteriori esposti di Hazte Oír e del partito Vox. Le verifiche si sono concentrate, da un lato, sulle relazioni professionali di Gómez con imprenditori e con l’Università Complutense di Madrid e, dall’altro, sull’eventuale utilizzo indebito di fondi pubblici in relazione all’assunzione di Álvarez come consulente per supportare sia le attività istituzionali sia quelle private della moglie del premier.
La posizione della difesa – Durante l’udienza del 1 aprile, la difesa di Gómez ha ribadito l’assenza dei presupposti per procedere. L’avvocato Antonio Camacho ha definito l’inchiesta un continuo «déjà vu», parlando di un «incubo» privo di garanzie legali e denunciando una presunta mancanza di imparzialità da parte del magistrato. «Questo danneggia l’immagine della giustizia», avrebbe affermato il legale secondo fonti presenti all’udienza.
Le motivazioni del giudice – Nella sentenza, Peinado sostiene che, dall’ascesa politica di Sánchez, prima come segretario generale del PSOE e poi come primo ministro, sarebbero state adottate decisioni pubbliche capaci di favorire la cattedra e il progetto TSC collegati a Gómez, «forse attraverso uno sfruttamento unico della sua posizione di influenza». Il magistrato respinge inoltre la tesi della difesa secondo cui la cattedra non fosse retribuita e i fondi fossero destinati esclusivamente all’università, osservando che «il beneficio può essere indiretto e ricadere su terzi».
Il giudice evidenzia anche il ruolo della consulente Álvarez, definita «personale temporaneo integrato nella struttura dell’Ufficio del Primo Ministro» e quindi qualificabile come pubblico ufficiale ai fini penali. Secondo l’ordinanza, la sua partecipazione alle attività di raccolta fondi e ai contatti con aziende private avrebbe conferito al progetto «un’apparenza istituzionale», configurando una possibile complicità nei reati contestati. Per quanto riguarda l’imprenditore Barrabés, Peinado sottolinea che il suo coinvolgimento non si sarebbe limitato all’attività didattica, ma comprenderebbe incontri presso il Palazzo della Moncloa, consulenze strategiche e la coincidenza temporale con lettere di sostegno per gare d’appalto legate a una joint venture tra Innova Next e The Valley.
Reazioni politiche – Fonti della Moncloa, citate da El País, hanno espresso indignazione per le dichiarazioni del magistrato, evidenziando come la pubblicazione delle decisioni giudiziarie sia avvenuta in concomitanza con viaggi ufficiali del presidente all’estero. Qualora il procedimento giungesse a dibattimento, il processo si svolgerebbe davanti a una giuria popolare, aprendo un nuovo e delicato capitolo giudiziario con potenziali ripercussioni sul quadro politico spagnolo.

