Aversa (Caserta) – Tra le più prestigiose vetrine mondiali dedicate al vino, il Vinitaly di Verona ha visto distinguersi la Cantina Carlo Menale di Aversa, ambasciatrice dell’Asprinio e di una tradizione che affonda le proprie radici nella storia del territorio normanno.
Presenze istituzionali allo stand – Lo spazio espositivo ha attirato l’attenzione di numerosi buyer e visitatori, ma anche di importanti rappresentanti delle istituzioni. Tra questi il vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il suo consigliere per l’internazionalizzazione e l’export della filiera agroalimentare, Nicola Caputo, già europarlamentare e assessore alle Politiche Agricole della Regione Campania, e il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, insieme al deputato Marco Cerreto e al presidente della Camera di Commercio di Caserta, Tommaso De Simone.
Le etichette in degustazione – La Cantina Carlo Menale ha presentato una selezione rappresentativa della propria produzione: Asprinio DOP 2024, Asprinio DOP Vigneti ad Alberata 2025, Asprinio Frizzante “Mimì”, Asprinio Spumante “Jr” e Asprinio Spumante Metodo Classico, confermando la versatilità e l’eleganza di questo vitigno identitario. “Siamo orgogliosi dello splendido successo dei nostri vini, e in particolare dell’Asprinio, che continua a conquistare appassionati e professionisti con la sua identità unica”, hanno commentato i titolari dell’azienda aversana, rivolgendo un sentito ringraziamento “a tutti coloro che sono passati a trovarci, condividendo con noi entusiasmo, interesse e passione”. “Questo – hanno sottolineato – è solo l’inizio: avanti così, con la stessa energia e lo stesso amore per il vino”.
Le origini della cantina – Il percorso della Cantina Menale affonda le sue radici negli anni Sessanta grazie a Mimì, conosciuto come “Kant’njere”, che avvia l’attività nel centro storico di Aversa. Il salto di qualità arriva nel decennio successivo con la trasformazione di una grotta scavata nel tufo, profonda circa quindici metri, in una cantina naturale capace di garantire condizioni ideali di temperatura e umidità per l’affinamento dei vini. Dagli anni Ottanta è Carlo a proseguire la tradizione familiare, coniugando esperienza e innovazione senza mai perdere il legame con le radici.
Un progetto familiare – Oggi la Cantina è molto più di una realtà produttiva. Accanto all’attività vinicola si sviluppa anche il ristorante di famiglia Il Menalino, dove la cucina locale si intreccia con i vini aziendali in un percorso gastronomico coerente e identitario. A portare avanti questo progetto sono i figli Mimmo, Vittorio e Marco, insieme a Carlo, con il contributo costante di Mariella, punto di riferimento nella gestione quotidiana.
Il valore dell’Asprinio – Protagonista assoluto resta l’Asprinio, vitigno simbolo dell’Agro aversano e tra i più rappresentativi della Campania. A renderlo unico è anche la coltivazione ad alberata, una tecnica antichissima che vede le viti crescere fino a oltre dieci metri di altezza, sostenute dai pioppi secondo la tradizione delle viti “maritate”, espressione autentica di un patrimonio agricolo e culturale tramandato nei secoli. SOTTO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA





