Milano – Da anni presenza fissa nei backstage dei più importanti appuntamenti della moda internazionale, l’Accademia Liliana Paduano aggiunge un’altra tappa al proprio calendario professionale. A febbraio, il team dell’istituto napoletano aveva curato il makeup per alcune delle passerelle più seguite della Fashion Week — da Martino Midali a Raffaella D’Angelo, da Custo Barcelona a Miss Bikini, da Fracomina a Maryling Milano, fino a Laura Spreti, Yoland e Gowher — che hanno visto in prima fila volti come Belen e Cecilia Rodriguez, Elisabetta Gregoraci, Orietta Berti e Martina Colombari. Una presenza consolidata edizione dopo edizione nell’arco di oltre quarantasei anni di attività, che ha portato l’Accademia a operare con la stessa naturalezza tra le capitali della moda: Parigi, Dubai, Montecarlo.
A poche settimane dalla Fashion Week, allievi e allieve dell’Accademia sono stati chiamati a firmare i 35 look uomo e donna della sfilata-evento con cui Pignatelli ha inaugurato il proprio nuovo quartier generale in via Fusetti, sui Navigli, presentando la collezione Atelier Fall/Winter 2026-27 diretta dal direttore creativo Jean Luc Amsler. Un evento immersivo per un brand con oltre cinquant’anni di storia nella sartoria italiana, che ha scelto di affidare la propria immagine scenica proprio al team partenopeo.
Il concept makeup è stato sviluppato in coerenza con il registro della collezione — sartoriale, contemporaneo, ad alto impatto visivo. Per le modelle, una base impeccabile e luminosa ha fatto da fondamento a elementi di forte riconoscibilità: sopracciglia decolorate su alcune figure, eyeliner definito e labbra nei toni del bordeaux, calibrate sull’incarnato. Per i modelli, smokey eyes e labbra leggermente scurite hanno mantenuto la coerenza con il mood complessivo. A completare l’immagine di tutti i modelli, una manicure con smalto nero e un tattoo temporaneo a forma di “P”, realizzato con stencil e spray per body painting — segno identitario della maison tradotto in chiave scenica.
«La nostra tradizione si è sempre misurata con il lavoro reale», ha dichiarato il ceo Carlo Matthey. «Portare i nostri allievi su set di questo livello non è un’eccezione: è il metodo. Il Sud ha una scuola del trucco con radici profonde e una visione estetica propria. Le grandi maison sanno cosa Liliana Paduano rappresenta, ed è per questo che continuano a cercarci».
La collaborazione con Pignatelli conferma un modello formativo che fa dell’esperienza diretta sul campo il proprio asse portante. I giovani che hanno lavorato sul set del 19 marzo hanno operato fianco a fianco con lo staff creativo del brand e con la direzione artistica della collezione, in un contesto di piena responsabilità professionale — lo stesso tipo di contesto in cui l’Accademia inserisce sistematicamente i propri allievi, dalle fashion week europee ai set internazionali.
«Per i nostri giovani si tratta di un’ulteriore esperienza di altissimo livello, utile ad assimilare quella parte di professione, chiamiamola così, che non si apprende solamente tra i banchi ma mettendosi alla prova nel mondo dei grandi. In questo caso, grandissimi», conclude Matthey, che anticipa già il prossimo impegno del team: Montecarlo, nuova tappa di un percorso che non conosce soste. SOTTO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA









