Caserta – Un ritorno che sa di memoria e di testimonianza diretta. Il generale Carmelo Burgio sarà il prossimo 25 marzo, alle ore 10, al Museo dinamico della tecnologia “Adriano Olivetti”, a Villa Vitrone, per incontrare gli studenti dell’istituto tecnico industriale “Villaggio dei Ragazzi” in una conversazione dal titolo “Legalità ed informazione”.
Un ritorno simbolico – L’iniziativa rappresenta un viaggio a ritroso negli anni in cui Burgio guidò il comando provinciale dei carabinieri di Caserta, tra il 2004 e il 2008. Un periodo segnato da una forte mobilitazione contro la criminalità organizzata nel territorio casertano, in particolare nell’area del Casalese.
Il “modello Caserta” – In quegli anni prese forma una strategia condivisa tra istituzioni e forze dell’ordine, passata alla storia come “modello Caserta”. Determinante la sinergia tra il prefetto Ezio Monaco, il questore Carmelo Casabona e lo stesso Burgio, allora colonnello, insieme al Ministro dell’Interno Roberto Maroni. Un’azione sostenuta anche dal capo della polizia Antonio Manganelli, dal procuratore capo di Napoli Giandomenico Lepore e dal coordinatore della Direzione distrettuale antimafia Franco Roberti.
Il legame con il territorio – Nonostante il tempo trascorso, Burgio non ha mai interrotto il rapporto con la provincia di Caserta. Nelle sue visite, oggi più sporadiche, continua a confrontarsi con associazioni e giovani, portando un contributo concreto sul tema della legalità e della memoria civile.
Dalla divisa ai libri – Oggi autore affermato, ha raccontato quella stagione anche nel volume “Guerra alla Camorra”, in cui il clan dei Casalesi viene descritto come un nemico radicato nel tessuto sociale e culturale del territorio, affrontato attraverso strategie investigative mirate. Tra i passaggi centrali, il racconto dell’arresto di Giuseppe Setola, capo dell’ala stragista del clan, in un intreccio tra memoria personale, atti ufficiali e cronaca giudiziaria.
Il messaggio agli studenti – L’incontro, arricchito dal dialogo con il giornalista Mauro Nemesio Rossi, all’epoca impegnato con il Corriere di Caserta, sarà l’occasione per trasmettere alle nuove generazioni il senso di quella stagione e i risultati ottenuti dallo Stato. Un momento di confronto che punta a ribadire come la criminalità organizzata possa essere contrastata e sconfitta, attraverso l’impegno condiviso delle istituzioni e della società civile.

