Cagliari – Un patrimonio accumulato, secondo gli inquirenti, attraverso il traffico di droga e schermato da prestanome: è questo il cuore del provvedimento eseguito dalla Direzione investigativa antimafia, che ha colpito beni e proprietà riconducibili a un gruppo attivo tra la Sardegna e il resto della Penisola.
Il provvedimento – Il sequestro, finalizzato alla confisca, è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cagliari al termine di un’attività investigativa che ha portato a quantificare profitti ritenuti illeciti. Nel mirino cinque soggetti coinvolti, a vario titolo, nell’operazione “Polo Ovest”, recentemente conclusa dall’Arma dei carabinieri.
Il sistema illecito – Le indagini hanno consentito di individuare quelli che vengono ritenuti i principali organizzatori ed esecutori di un sodalizio criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti, con ramificazioni tra l’isola e il resto del Paese. Gli accertamenti hanno ricostruito un articolato meccanismo finalizzato a occultare i guadagni, con un sistema di movimentazione e reinvestimento dei proventi.
I prestanome e gli investimenti – Secondo quanto emerso, gli indagati avrebbero accumulato consistenti ricchezze e realizzato ingenti investimenti, anche attraverso soggetti terzi utilizzati come intestatari fittizi di beni mobili e immobili, al fine di celare la reale provenienza dei capitali.
Il legame con l’evasione Raduano – Tra i destinatari del provvedimento figura anche uno dei fiancheggiatori ritenuti coinvolti nell’evasione di Marco Raduano dal carcere di Badu’e Carros.
Il patrimonio sequestrato – L’attività investigativa ha permesso di ricostruire un giro d’affari stimato in circa 8 milioni di euro. Il sequestro ha riguardato cinque immobili, dieci tra autoveicoli e motoveicoli, cinque società – una delle quali con sede legale all’estero – oltre a diversi terreni e dodici conti correnti. IN ALTO IL VIDEO

