Caivano (Napoli) – Un’irruzione nel cuore del polo industriale di Pascarola, sul territorio di Caivano, riaccende la tensione attorno allo stabilimento Harmont & Blaine. Nella notte tra domenica e oggi gli uffici della nota azienda di abbigliamento sono stati trovati completamente messi a soqquadro, con arredi e documenti sparsi negli ambienti.
La sede produttiva aveva chiuso alle 14 di venerdì 20 febbraio, come di consueto, per restare inoperosa per l’intero fine settimana. L’episodio si sarebbe quindi consumato nell’arco temporale compreso tra la chiusura e il sopralluogo notturno della vigilanza.
A far scattare l’allarme è stato proprio il personale di vigilanza che, durante un giro di controllo, ha notato anomalie all’interno della struttura e ha avvisato i carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari della sezione radiomobile di Caivano, che hanno effettuato un’ispezione degli uffici. Da una prima verifica non risulterebbe sottratto nulla, ma il danno è ancora in corso di quantificazione.
I rilievi sono stati affidati al Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, mentre le indagini sono in corso per chiarire dinamica e matrice dell’accaduto. Gli investigatori non escludono alcuna pista. Tra le ipotesi al vaglio anche quella di un gesto ritorsivo, in un contesto già segnato da forti tensioni legate alla vertenza occupazionale.
La vertenza e i licenziamenti – Nelle ultime settimane l’azienda ha avviato una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 32 dei 129 dipendenti in servizio presso il sito di Caivano. Le altre sedi italiane del brand, al momento, non sarebbero interessate dal provvedimento. La società ha motivato la decisione come parte di una «riorganizzazione aziendale» legata alla crisi del settore e agli effetti post-Covid, ritenendo l’attuale assetto non più sostenibile e la ristrutturazione necessaria per garantire la continuità delle attività.
Di diverso avviso le organizzazioni sindacali, che hanno proclamato scioperi e presidi, parlando di scelta «inaccettabile» e denunciando l’assenza di un confronto preventivo sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Sul caso è stato aperto un tavolo di confronto con incontri in prefettura e al Ministero del Lavoro, nel tentativo di revocare i licenziamenti o almeno di ridurne l’impatto sociale.
La preoccupazione del sindacato – Sull’episodio è intervenuto Andrea Pastore, della segreteria Filctem Cgil Napoli e Campania: «Esprimiamo profonda preoccupazione per i fatti accaduti nella sede di Harmont & Blaine. In una fase delicata per la risoluzione della vertenza che vede coinvolti 32 lavoratori, riteniamo opportuno che l’azienda faccia chiarezza su quanto accaduto e, in particolare, auspichiamo che nell’ottica della piena trasparenza, venga comunicato cosa è stato sottratto nel corso dell’incursione notturna negli uffici».

